Costruzioni. Confapi <<Aziende costrette a rinunciare alle commesse per non andare in perdita>>
 
Costi dei materiali aumentati anche del 110%. Centinaia di appalti a rischio
 
Ferro, legno, plastica e cemento alle stelle. L' impennata dei costi registrata nel 2021 sui materiali del settore edile ha poche eccezioni e oggi a pagarne i contraccolpi più pesanti sono piccole e grandi imprese di costruzioni che si ritrovano con preventivi fatti pochi mesi fa e non píù sostenibili. Senza contare le gare di appalto pubbliche, aggiudicate con un'offerta al ribasso basata su previsioni di spesa rivoluzionate dalle quotazioni di mercato al rialzo. Un fenomeno preoccupante per il comparto, in quest'ultimo periodo ravvivato dal successo degli incentivi per le riqualificazioni energetiche degli immobili, ma anche vittima di un fenomeno speculativo inarrestabile innescato proprio dal boom del Superbonus 110 %  che garantisce interventi a costo zero, senza la preoccupazione di dover trovare necessariamente l'offerta migliore sul mercato.
 

L'appello

 
L'ultimo di una lunga serie di allarmi, lanciati  nelle ultime settimane dalle associazioni di settore, è stato sottoscritto dalla Confapi. I vertici nazionali si sono appellati direttamente al premier Mario Draghi affinché l'impennata dei prezzi delle materie prime venga arginata anche da politiche internazionali sulle importazioni più elastiche. Nel settore siderurgico, in particolar modo, l’ associazione chiede l'allentamento dei paletti doganali sulle importazioni. Limitazioni che stanno riducendo la disponibilità di acciaio facendone schizzare in alto i prezzi. Ma i fattori che stanno contribuendo a innalzare i listini risiedono anche oltre i confini nazionali. La Cna ha infatti sottolineato come la Cina, tra principali produttori di materie prime, abbia ridotto gli incentivi all'export, proprio per far fronte a una maggiore richiesta interna.
 

Soluzioni

 
«Gli effetti del caro prezzi sui materiali edili sono devastanti», spiega Giorgio Del piano, presidente dì Confapi Sardegna. «Nel settore appalti per esempio, si sta assistendo a situazioni paradossali che vedono subappaltatori rinunciare alle commessa e affrontare contenziosi  giuridici, pur di non andare avanti con interventi destinati ad andare in perdita, perché aggiudicati mesi fa per cifre che oggi sono non più sostenibili>>.  A dover subire le conseguenze più gravi, secondo Delpiano, sono le imprese più piccole, «quelle meno strutturare contro queste variazioni improvvise di prezzi perché impossibilitate ad acquistare grandi quantità di materiali e a strappare conseguentemente prezzi più convenienti». Il rappresentante della Confapi sarda ne è convinto: «Occorre procedere a una rinegoziazione degli appalti in base ai nuovi scenari e vigilare, dove si può, per contrastare movimenti speculativi che rischiano di bloccare un intero comparto, vanificando le grandi opportunità garantite dai bonus».