Confapi Emilia – Associazione di rappresentanza delle Piccole e Medie Imprese di Reggio Emilia, Modena e Bologna – si fa portavoce della situazione di difficoltà che molte imprese associate stanno vivendo da diversi mesi a seguito delle chiusure e restrizioni imposte anche dall’ultimo Decreto Legislativo del Governo Draghi del 2 Marzo 2021 in vigore fino al 30 Aprile 2021.
 
Se da una parte infatti la poca chiarezza che scaturisce dall’ultimo decreto riguardo le attività che possono rimanere aperte e le merci che possono essere vendute pone non poche perplessità a molte attività, dall’altra parte stupisce come attività quali i ristoranti, che non si sa quando potranno riaprire senza la paura di dover richiudere di lì a poco, riescano a sopravvivere con le poche risorse fornite dal Governo Centrale.

È questa la situazione di Claudio Cavani, proprietario del Ristorante ‘Il Calcagnino’ di Formigine, associato a Confapi Emilia: «Quanto ancora potremo resistere? Le risorse che erano state promesse dal Governo sono arrivate tutte, ma sono una percentuale minima rispetto alla quantità di denaro che ad un ristoratore servirebbe per pagare gli stipendi, gli affitti, le bollette senza avere l’acqua alla gola. Dal Governo è arrivata un’elemosina che non ci motiva, per quanto la volontà di fare impresa sia ancora tanta. Chi non ha una famiglia alle spalle che lo sostiene o chi non è riuscito in tanti anni di attività a mettere un po’ di risparmi da parte ora si ritrova davanti alla più terribile delle strade: chiudere, rinunciando a tutti i sacrifici fatti in questi anni».

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