Si vaccinerà anche al porto di Palermo. E la "Casa del portuale" diventerà hub. Il sì ufficiale ai vaccini nelle aziende siciliane per i dipendenti e le loro famiglie è arrivato ieri pomeriggio con la firma dell'accordo tra Regione, Confindustria e Confapi. Il governatore Nello Musumeci parla di «oltre 1.500 aziende che verranno coinvolte nel piano di vaccinazione sperimentale che attueremo in base all'accordo appena sottoscritto». Un mese fa, nell'ambito di una ricognizione dei siti avviata da Confindustria a livello nazionale, 117 aziende siciliane avevano dato immediata disponibilità e consentito di mappare 292 locali in cui vaccinare dipendenti e famiglie. Alcune imprese hanno infatti più sedi. Tra quelle pronte a partire subito ci sono Portitalia e Osp, le due aziende palermitane guidate dall'imprenditore Giuseppe Todaro che hanno sede all'interno del porto, oltre a Sudgel che fa capo sempre a Todaro ma si trova a Carini, e ad Ac contract, una delle aziende del presidente di Confindustria Sicilia Alessandro Albanese, un grande stabilimento con sede a Termini Imerese. L'accordo arriva subito dopo il protocollo nazionale per i vaccini in azienda, firmato al termine di un confronto durato oltre sette ore martedì notte, tra sindacati e imprese, con l'avallo dei ministri del Lavoro Andrea Orlando e della Salute Roberto Speranza e il supporto dell'Inail. Si dovrebbe partire a maggio, secondo il piano nazionale, e in questo caso si prescinderà dalle fasce d'età. «Le aziende più grandi potranno fare da hub nelle maggiori zone industriali, fornendo supporto alle più piccole — dice Albanese — Possiamo mettere a disposizione anche medici e paramedici che fanno parte del nostro circuito di cliniche private e Rsa. Questa iniziativa è centrale per fare ripartire il Paese». Le somministrazioni dovranno essere eseguite da medici addestrati, con adeguati kit di pronto soccorso per eventuali reazioni allergiche. E chi ha il medico aziendale ha deciso di metterlo a disposizione. Capofila dell'hub al porto di Palermo è l'Autorità portuale, presieduta da Pasqualino Monti, che si assume quindi un onere economico mettendo a disposizione il personale sanitario e la logistica. «Per le aziende che mi competono — dice Giuseppe Todaro — si tratta di 500 dipendenti, contando anche le famiglie si arriva a circa duemila persone: abbiamo messo a disposizione un'area di oltre 500 metri e altre due stanze all'interno di Portitalia. In queste ore stiamo anche discutendo con l'Autorità portuale per provare a coinvolgere tutte le altre imprese che ci sono all'interno del porto, una ventina in tutto, e per l'individuazione di un'altra area in cui vaccinare che faccia da hub anche per le imprese più piccole. Pensiamo all'area della stazione delle crociere, al momento poco utilizzata». Ma come ci si organizzerà? «Abbiamo già una nostra app aziendale con la quale organizziamo le riunioni: attraverso l'app invieremo ai dipendenti un messaggio con ora e data in cui presentarsi. Siamo comunque pronti ad aprire l'hub vaccinale anche alla cittadinanza, se ce lo consentiranno». Tutti i luoghi individuati dovranno avere spazi idonei che consentano accessi scaglionati e aree di permanenza post-vaccinazione. Tra quelle già mappate rientrano 117 imprese, di cui 77 di Sicindustria: si tratta di 107 spazi interni e 10 esterni. Cinquantuno spazi sono superiori a 100 metri quadrati, 24 hanno tra 50 e 100 metri quadrati. Trentasette imprese mettono a disposizione un proprio medico, 17 hanno anche la garanzia di un presidio sanitario continuo all'interno.

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