L'ANALISI
Petrigh (Confapi Fvg) «Bene le modifiche ma troppa burocrazia»

UDINE «Bene l'incremento dei prestiti garantiti dallo Stato per le imprese e anche l'allungamento dei tempi per la loro restituzione. Ma sul tema "infortuni da Covid", non ci siamo». Così Denis Petrigh, vicepresidente di Confapi Fvg e a capo del Gruppo imprese edili della stessa associazione. «L'innalzamento dell'importo fino a 30 mila euro e la restituzione in 10 anni erano richieste spiega Petrigh che credo tutte le categorie economiche avevano presentato al Governo. La loro approvazione è dunque un fatto positivo. Restano da risolvere altre questioni, come ad esempio gli intoppi burocratici: sappiamo che molte banche hanno concesso i prestiti, inviato al Fondo di garanzia le pratiche e attendono ancora i decreti. Anche i Confidi stanno lavorando molto in questo periodo cercando di andare incontro alle esigenze di liquidità delle imprese, consapevoli che, senza questi interventi, molte aziende sarebbero a rischio. E il timore è che, a causa di questa crisi, molte imprese possano non farcela. Proprio per problemi di liquidità. Quindi anche questo provvedimento, che prometteva di essere "immediato", in realtà viene ingiustamente frenato da ostacoli burocratici. E non dimenticherei avanza Petrigh i problemi dei lavoratori: chi è stato un mese in cassa integrazione ha percepito poco più della metà di una normale busta paga. Una perdita di potere d'acquisto che pagheremo tutti». Infine gli infortuni da Covid: «secondo noi non c'è alternativa ad una modifica normativa che escluda questa tipologia di infortunio per le imprese che non operano in sanità. Alternative sono possibili, ad esempio classificando il contagio da Covid come una malattia o creando un fondo ad hoc sulla scia di quello per i lavoratori venuti in contatto con l'amianto» conclude Petrigh.
E.D.G.

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