IL CROLLO
PADOVA "La Fase 2" inizia tra le macerie. Quelle provocate dal crollo pesantissimo del fatturato di moltissime imprese venete. Alle decine di grida d'allarme lanciate nelle ultime settimane da tutte le associazioni di categoria ora si aggiunge un'analisi dettagliata e complessiva messa a punto da Confapi, Confederazione della media e piccola industria. Il centro studi "Fabbrica Padova" stima che in Veneto sono stati bruciati 1,9 miliardi. Padova è la provincia che ha perso di più (377 milioni), seguita con numeri simili da Verona (367) e Vicenza (343). Sono 338 i milioni sfumati a Treviso e 322 a Venezia. Chiudono Belluno e Rovigo dove le imprese hanno perso rispettivamente 82 e 75 milioni. L'Istat ha calcolato che nel primo trimestre dell'anno il Pil è calato del 4,7% rispetto al trimestre precedente. Fabbrica, centro studi di Confapi, ha tradotto il dato sullo scenario veneto. Lo tsunami si ripercuote inevitabilmente anche sull'occupazione. L'associazione di categoria fa riferimento ai dati dell'ente Veneto Lavoro: nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 19 aprile, a quasi due mesi dall'inizio dell'emergenza Covid-19 in Italia, tra mancate assunzioni ed effettiva diminuzione dei posti si è registrata in Veneto una perdita di circa 48-50 mila posizioni di lavoro dipendente, corrispondenti all'incirca al 2,5-3% del totale. Carlo Valerio, presidente padovano di Confapi, non si dà pace: «In questo quadro disarmante cittadini e imprese sono ancora in attesa dell'ormai ex "Decreto Aprile" da 55 miliardi, nel frattempo ormai diventato "Decreto Maggio" per l'accumularsi di ritardi, a quanto risulta dovuti sia alle incertezze sul reperimento delle risorse necessarie, sia per le differenti priorità all'interno della maggioranza. Ci sarebbe da riderci su ri- flette amaro se nel frattempo la situazione non avesse assunto i contorni del dramma. Anche perché i soldi del precedente Decreto Liquidità stentano ad arrivare, mentre ci risulta che le imprese svizzere e tedesche abbiano già ricevuto i primi aiuti, versati in pochi giorni grazie a procedure molto semplici. Il problema non è solo nelle regole stabilite dal Governo per accedere al prestito di 25mila euro su 6 anni garantito dallo Stato, ma dalla stessa burocrazia delle banche».

IL TEMPO STRINGE
Per Valerio non c'è più tempo: «O si accelera l'operatività e si semplifica l'accesso prosegue oppure queste misure non saranno minimamente efficaci, perché di tempo non ne abbiamo più. Per le aziende la liquidità è come l'ossigeno e, come attesta uno studio elaborato a livello nazionale, il 20% delle nostre imprese rischia di chiudere a causa di questa crisi. Non è più il momento degli slogan e delle promesse che slittano di mese in mese. Basta con le frasi a effetto se poi nei conti correnti degli imprenditori, non arriva quasi nulla. È in gioco la sopravvivenza stessa del nostro sistema economico». Gabriele Pipia t RIPRODUZIONE RISERVATA Il crollo del Pil Veneto quanto è stato perso in milioni di euro nel primo trimestre del 2020 Fonte: Fabbrica Padova su dati (stat CARLO VALERIO Presidente di Confapi Padova Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Verona Vicenza 81,90 376,74 74,62 338,52 322,14 367,64 343,07 Veneto 1.904,63 IL PRESIDENTE VALERIO: «GOVERNO IN RITARDO, I 55 MILIARDI PROMESSI NON SI SONO VISTI E LE BANCHE FRENANO SUI PRESTITI»

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