La nuova Confapi Industria di Firenze si presenta con un nuovo presidente, pronta ad affrontare il mondo che cambia
 
Intervista a Rualdo Martini, Presidente di Confapi Industria Firenze
 
Ci sono grosse novità in Confapi di Firenze, a cominciare dal nome, è diventato Confapi Industria e dal nuovo presidente Rualdo Martini, che torna a dirigere l'associazione che già lo aveva visto nello stesso ruolo dieci anni fa. Veterano del mondo associativo, con una vita di imprenditore costantemente in giro per il mondo, Martini torna a Firenze dopo un importante periodo milanese e con un bagaglio di esperienze nel campo dell'industria e della finanza, di conoscenze dei mercati internazionali e di attenzione continua ai cambiamenti, che lo hanno portato a ridefinire la funzione del ruolo di Confapi Firenze nei confronti delle piccole e medie imprese che rappresenta. Così nasce Confapi Industria Firenze, Associazione datoriale, aderente alla Confederazione Nazionale delle Piccole e Media Imprese, che facendo tesoro del passato, guarda al futuro in maniera diversa, in un mondo che cambia costantemente.
 
Presidente, come vede questa nuova Confafi industria?
Come Presidente, ho la piena coscienza dell'importanza che hanno le Piccole e Medie Imprese per la tenuta sociale e per lo sviluppo del nostro territorio. Sono consapevole del fatto che negli ultimi anni l'associazione ha subito sia la crisi che la poca attenzione da parte dei vari governi che si sono succeduti, nel mettere a punto le soluzioni per operare nelle migliori condizioni possibili. Ci tengo a riaffermare, in un momento così complesso e incerto per il nostro Paese, il valore della nostra funzione, della nostra rappresentanza, del nostro ruolo di veri, autentici e appassionati portavoce del vitale mondo della Piccola e Media Industria, la cui bandiera vogliamo difendere e portare sempre più in alto. Nell'immediato, dobbiamo risolvere gli annosi problemi delle imprese, per permettere agli imprenditori di respirare e di fare davvero gli Imprenditori, e non i compilatori di modelli.
 
Come pensa di fare tutto questo?
Partendo dall'esperienza, dalla conoscenza del territorio, dal rapporto con le PMI, supportando gli imprenditori con le Rappresentanze Istituzionali, con innovativi servizi per accompagnare le aziende in questa fase di cambiamento dei modelli di business, di approccio al mercato, di necessità di creare network. In questi quattro mesi da quando ho ripreso in mano l'associazione, l'ho ricostituita, ho creato un nuovo direttivo. La squadra di lavoro è costituita da imprenditori, professionisti, collaboratori e strutture di servizi accreditate, persone dinamiche, e con una spiccata attenzione all'etica del lavoro che aiutano le imprese nelle complesse maglie della burocrazia per potersi così dedicare, con maggior tranquillità, a tutto ciò che è necessario per lo sviluppo del proprio mercato di riferimento. Insieme abbiamo lavorato per rimettere in pista Confapi.
 
Perché ha deciso di cambiare il nome in Confapi Industria?
Sono nel mondo associativo da 30 anni, intendo portare quello che serve oggi veramente all'industria. Ho corretto il nome in Confapi Industria, perché è ciò che voglio rappresentare. Anche se a Firenze non c'è la grande industria, ci sono però i grandi marchi che hanno seconde file, le file manifatturiera e poi ci sono le terze file, quelle che producono, che si trovano in difficoltà a causa dei meccanismi di gestione che stanno cambiando. Così mi sono chiesto cosa si può fare per questa pletora di grandi e piccole aziende che sono solo produttori e che non vanno direttamente sul mercato. La parola chiave è innovare, sia le vecchie macchine che gli operatori, crescere con la formazione insieme alla modernizzazione delle macchine.
 
Cosa vede nel futuro di Confapi Industria?
Ho preso in mano un'associazione con 180 aziende e l'intenzione è di riportarle a 600, quante erano nel mio precedente mandato. Firenze ufficialmente riparte in maniera un po' diversa, con un nuovo occhio verso l'internazionalizzazione, il digitale e il gestionale. Vorrei approcciarmi ai mercati internazionali in modo diverso. Nella mia vita di imprenditore costantemente a giro, ho imparato e capito molte cose, soprattutto che il mondo finanziario è cambiato. Voglio reindirizzare una Confapi verso questo mondo che sta cambiando ogni giorno, aiutare le PMI a dare un diverso imprinting alla loro attività. Per questo sono necessarie formazione e ricerche continue, perché il mondo del digitale tra un anno già non sarà più uguale. Una volta imparati i meccanismi, allora si può crescere. È evidente che non è una cosa che si può fare da un giorno all'altro, ma mi confronto costantemente con il Nazionale e con tutti, per trovare una via mediana, un percorso di avvicinamento meno ingombrante ma attuabile. C'è tanto da fare, ma ho trovato un direttivo che mi segue, con due vicepresidenti e tre giovani esperti del digitale. Da solo non ce la potrei fare, ma voglia ne ho tanta di aiutare la mia città e l'area metropolitana, Firenze Prato Pistoia. Ho messo molte cose nel paniere, ma sono fiducioso, perché ho camminato in questi anni, e nonostante non sia più un ragazzino, mi è rimasta una visione giovanile e ho davvero intenzione di aiutare i miei imprenditori, perché vedo che ne hanno bisogno.
 

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