E’ stato siglato, tra Uniontessile-Confapi e i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, l’accordo di rinnovo contrattuale 2016-2019. Riguarda più di 120mila lavoratori di circa 6.300 piccole e medie imprese dei settori tessile, abbigliamento, moda, calzature, pelli e cuoio, penne, spazzole e pennelli, occhiali, giocattoli. Piena soddisfazione da parte di Patrizia Borgheresi, Presidente di Uniontessile Confapi. “Siamo riusciti a chiudere un contratto innovativo in un comparto che, più di tanti altri, soffre ancora della crisi internazionale e della concorrenza dei Paesi emergenti. Questo contratto tutela la dignità dei lavoratori ed offre nuovi spazi di ripresa alle aziende, tenendo al livello più basso possibile i costi a carico dell’imprenditore”. Il CCNL Uniontessile Confapi intende infatti rilanciare il Made in Italy nella sua pienezza, promuovendo il reshoring, ossia il rientro in Italia delle produzioni temporaneamente delocalizzate. A tal fine, il rinnovo contrattuale lancia nuove azioni volte ad una più efficace gestione della flessibilità degli orari e degli strumenti del mercato del lavoro, unitamente a programmi di formazione continua di settore per sviluppare le professionalità tecniche dei lavoratori della filiera. L'ipotesi di accordo prevede un aumento medio sui minimi di 75 euro per il tessile-abbigliamento, che verrà distribuito in tre tranches a partire da aprile 2017; la seconda e la terza rispettivamente a aprile 2018 e a gennaio 2019.

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