Intervista a Maurizio Casasco
 
Casasco: piano Ue da rivedere su energia e materie prime
 
"Non c'è stato tempo per la transizione, l'Europa ha aumentato troppo il costo della CO2 senza dare il tempo necessario di adeguarsi e questo incide sulla marginalità delle industrie e quindi sulle famiglie".
 
 
Come difendersi dunque dai prossimi rincari delle tariffe?
 
 
Un'idea ce l'ha Maurizio Casasco, presidente di Confapi, la Confederazione italiana della piccola e media e industria: «Dobbiamo chiedere all'Ue di rivedere il piano sul clima dello scorso luglio, ma cominciare anche a studiare uno sviluppo delle centrali idriche vista la ricchezza idrica dell'Italia, e ripensare alle centrali nucleari senza ideologie, sono molto più sicure di altre soluzioni. Le aziende sono già soffocate da burocrazia e cuneo fiscale, ora chiedono alla politica di intervenire sull'Europa».
 
 
Anche sulle materie prime?
 
 
«Certo. I costi di tutte le materie prime sono raddoppiati in un anno. Se posso dirlo, l'Europa ha fatto una politica anti manifattura. Basti pensare che in Italia il prezzo dell'acciaio è cresciuto il doppio rispetto a quello cinese, questo per le quote alle importazioni fissate dall'Ue. Ma il rottame ferroso si può esportare senza dazi ed è un vantaggio per la Cina che, al contrario, ha messo i dazi sull'export e si prepara alla concorrenza sui prodotti finiti>>.
 
 
Il risultato?
 
 
«Abbiamo costi altissimi e problemi di approvvigionamento; rischiamo di non poter rispondere agli ordini e mettere i lavoratori in cassa integrazione. L'Europa deve togliere le quote come ha fatto per l'alluminio».
 

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