Legalità e sicurezza per la crescita

In una fase delicatissima per l'Italia e per le imprese, alla vigilia dei consistenti flussi di finanziamento del Recovety fund, Confapi e Associazione Guido Carli si pongono il problema di come impedire alle infiltrazioni criminali di inserirsi nei flussi economici che saranno attivati, in un contesto in cui il tessuto sociale arriva fiaccato dai lunghi mesi di crollo economico che sono derivati dall'emergenza sanitaria. Il Comandante Generale della Guardia di Finanza ha espressamente dichiarato che allo scopo di impedire alla criminalità organizzata di infiltrarsi all'interno dell'economia legale, occorre dare vita a una stretta sinergia tra le Prefetture e le associazioni datoriali. Nell'aprile del 2020, presso il Dipartimento della pubblica sicurezza, è stato istituito l'Organismo permanente di monitoraggio e analisi, un ente, a composizione interforze, che lavora alla salvaguardia della legalità e ha l'obiettivo di aggiornare costantemente la mappa delle filiere e delle attività delle mafie al fine di orientarne l'azione di contrasto. Particolare attenzione viene dedicata all'erogazione dei finanziamenti previsti dalla normativa emergenziale a favore delle imprese e dei cittadini in difficoltà in conseguenza della crisi pandemica. Confapi e Associazione Guido Carli, vogliono continuare a essere in prima linea per sconfiggere le mafie, sempre più camaleontiche e più "imprenditrici", nel comune convincimento che le buone idee hanno bisogno di gambe e di braccia per andare lontano. Con questo spirito abbiamo formulato alcune proposte concrete che riguardano i protocolli di legalità, a oggi funzionanti solo sulla carta. Un passo molto significativo nella direzione auspicata è stato compiuto con la legge 11 settembre 2020, "Decreto Semplificazioni", in cui è stato inserito un articolo di grande rilievo: è la prima volta che nel nostro quadro normativo trova spazio un articolo specifico sul Protocollo di legalità. Tuttavia si attende ancora il conseguente Decreto ministeriale, che avrebbe dovuto essere emanato entro 15 giorni dalla pubblicazione della legge. È necessario che questo strumento diventi esigibile. L'applicazione dei protocolli fino a oggi non è stata efficace. Da una rapida ma attenta analisi emerge che, in molti casi, i protocolli, promossi a livello regionale dalle varie Prefetture, restano un elenco di buone intenzioni e di indicazioni normative che non trovano un riscontro operativo nei territori, anche per lo scarso coinvolgimento della rappresentanza delle imprese. Il secondo limite è rinvenibile in una "culpa in vigilando": l'inadempienza dei pubblici poteri circa il controllo sulla effettiva applicazione del protocollo. Con l'obiettivo di superare lo stallo e assicurare la ripartenza dell'economia al riparo degli appetiti di interessi opachi, Confapi ha avanzato alcune proposte concrete che l'Associazione Guido Carli ritiene di sostenere. Innanzitutto, è necessario individuare due Responsabili del Protocollo di legalità (Rpl), quale interfaccia tra la Prefettura e l'azienda. Va costituito un albo che riconosca la figura del Rpl (security manager), con competenze specifiche e con la possibilità di accedere a informazioni non di pubblico dominio. In ogni appalto deve essere individuata una quota di risorse finalizzata all'attività di contrasto alla infiltrazione mafiosa. Il team, impegnato nell'applicazione del Protocollo, deve avere un'adeguata formazione. In ogni Prefettura non può non esserci un organismo di sorveglianza sull'applicazione del Protocollo che produca report di monitoraggio sull'applicazione effettiva di tutti gli impegni sottoscritti da parte delle associazioni datoriali. E’ assolutamente necessario che vengano rispettati i minimi retributivi previsti dai Ccnl sottoscritti dalle associazioni datoriali maggiormente rappresentative, che al contempo abbia luogo il ripristino degli ispettorati del lavoro, ormai depotenziati, e che venga utilizzato come strumento di controllo l'Asse.Co.. L'obiettivo è quello di creare un meccanismo che, a costo zero per la pubblica amministrazione, consenta di attestare la regolarità contributiva e retributiva dei vari attori di mercato, delineando in questo modo un chiaro solco tra le aziende, sulla base di una competizione virtuosa fondata sul rispetto delle regole del gioco.

Presidente, Associazione Guido Carli

Presidente Confapi Calabria vicepresidente nazionale, Confapi

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