Coniugare la salute e le attività produttive è fondamentale. Le due cose non sono disgiunte. Temiamo moltissimo le varianti, prima riusciamo a vaccinare tutti meno contagi avremo, meno contagi avremo, meno varianti avremo. È una corsa contro il tempo e non è questione di priorità, di una categoria rispetto a un'altra, ma di velocità. Abbiamo un mese, un mese e mezzo. I vaccini arriveranno e la Lombardia deve essere organizzata in questo senso e andare nelle industrie e nelle aziende a vaccinare. Le aziende devono essere un luogo sicuro, garantire la salute a chi lavora, garantire il lavoro, i posti di lavoro e garantire la produttività. La Lombardia oggi è antesignana di quello che succederà nel mondo del lavoro e sono certo che l'esempio di questa Regione arriverà anche sul piano nazionale. Ai nostri partner stranieri, potremo dire che l'azienda ha un passaporto di 'Covid-free', offrendo quindi la certezza che al cliente saranno consegnati i prodotti in quella determinata data e a quei costi fissi. Sulle critiche mosse dai sindacati lombardi, vorrei dire che io ero seduto a un tavolo nelle settimane scorse con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, e con il ministro alla Salute Roberto Speranza. Insieme a noi c'erano Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri. I tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno confermato l'adesione a intervenire nelle aziende con le vaccinazioni.
 
*Presidente Confapi Maurizio Casasco

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