E Confindustria mappa la disponibilità degli associati
 
Il  piano c'è: Regione, Confindustria e Api, che è capofila, stanno mettendo a punto un protocollo di intesa per programmare le vaccinazioni in azienda di dipendenti e imprenditori. Il piano arriverà a coinvolgere anche le altre associazioni datoriali. Intanto al polo del freddo di Casale Monferrato (30 aziende) continuano ad arrivare richieste per frigoriferi a -20° e +40, quelli cioè per i sieri più facili da impiegare come AstraZeneca e Moderna, oltre che per camere climatiche, utili a testare la resistenze delle fiale a diverse temperature. Confindustria Piemonte ha lanciato tra i suoi associati la mappatura degli spazi a disposizione per incrementare la rete dei luoghi dove svolgere le pratiche vaccinali. Il censimento si concluderà il 19 marzo. «Con la mappatura dei luoghi disponibili per le vaccinazioni da parte delle aziende diamo seguito alla volontà nazionale di mettersi a disposizione del Paese. Vogliamo essere partecipi e attori: mettere in campo la logistica e la catena del freddo connessa alla vaccinazione è il primo passo concreto di questo momento storico. Certo, servono le dosi di vaccini, ma essere a disposizione è fondamentale», dice il presidente Marco Gay. Il piano vaccini — un prodotto della concertazione pubblico-privato e condizionato alla fornitura delle fiale — si allinea a quello messo a punto in Lombardia e in Friuli Venezia Giulia. Secondo una stima preliminare il programma di immunizzazione potrebbe arrivare a coprire 36mila lavoratori per un totale di duemila aziende. Api Torino dal canto suo ha già fatto sapere alla giunta Cirio di essere a pronta: «Possiamo organizzare tre hotspot dove poter somministrare i sieri ai nostri associati, fa sapere il presidente Corrado Alberto —Uno nella nostra sede centrale di via Pianezza, uno nella zona Nord della città, verso il Canavese, e uno tra Grugliasco e Rivalta, questi ultimi due ubicati presso nostre aziende». Per le imprese più grandi la vaccinazione invece avrebbe luogo al loro interno nei locali di infermeria. Il numero uno dei «piccoli» fa sapere di essere al lavoro anche su convenzioni con strutture certificate per avere la disponibilità di medici e infermieri a operare in questi tre centri. Il programma in via di definizione prevederebbe l'adozione dei sieri di più facile trasporto e conservazione, proprio quelli cioè prodotti da AstraZeneca e Moderna, che non necessitano infatti di freezer a -8o° come quelli di Pfizer-Biontech. «Stiamo lavorando da ormai più di un mese, con tutti i corpi intermedi, per dare un percorso chiaro alla vaccinazione nelle aziende. Siamo sostanzialmente pronti e speriamo di dare concretezza ossia di arrivare a un protocollo di intesa condiviso da tutte le parti sociali entro pochi giorni», è fiducioso l'assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Ronzano.

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