Somministrazione sul posto di lavoro contrari i sindacati
 
Il protocollo tra, Regione, Confindustria e Confapi per aprire alla possibilità che i lavoratori possano vaccinarsi nelle aziende dove lavorano non piace ai sindacati. Lo dichiara a chiare lettere Elena Lattuada, segretaria generale di Cgil  Lombardia, che scandisce: «Non c'era alcun fretta di fare questo accordo. I lavoratori potranno vaccinarsi solo quando inizierà il piano massivo e non mi sembra che la Regione stia procedendo poi così velocemente. Inoltre, era in corso un confronto nazionale sull'aggiornamento del protocollo sulla sicurezza firmato nell'aprile scorso dal ministro del Lavoro e quello della Salute. Per cui non capisco tutta questa fretta». L'intesa consentirà alle aziende che  lo richiederanno e avranno gli spazi disponibili di chiedere all'Ats o all'Asst di riferimento di poter vaccinare i propri  dipendenti. La decisione definitiva spetterà a un Comitato regionale in base alle dosi di vaccino disponibili. il governatore Attilio Fontana è soddisfatto. La delibera approvata dalla sua giunta infatti è la prima decisione del genere in Italia. Alle riserve del sindacato lombardo che lamenta di non essere stato consultato risponde piccata la vice governatrice e assessora regionale al Welfàre, Letizia Moratti, che ribatte: «Forse il fatto che la Lombardia sia arrivata per prima rispetto a un accordo nazionale può aver creato giustamente  dei problemi al livello dei sindacati». Il titolare dello Sviluppo economico Guido Guidesi, invece, si augura che «il governo copi la delibera della Regione». Perché «Quello che facciamo è attualizzare una ricetta che storicamente è stata vincente: fare squadra tra pubblico e privato, nella speranza che gli altri e il governo ci copino». L'intesa piace agli imprenditori. Il leader di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti è «orgoglioso di aprire delle fabbriche lombarde alla vaccinazione dei dipendenti. Il presidente di Confapi, Maurizio Casasco assicura che «nelle settimane scorse i tre segretari generali hanno confermalo l'adesione a intervenire nelle aziende con le vaccinazioni» davanti al ministro del Lavoro e a quello della Salute. Dall'opposizione, Gregorio Mammi del Movimento Cinque Stelle critica l'accordo e afferma: «Non ci faremo dettare le scelte di salute da chi non rappresenta il mondo medico-scientifico».
 

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