L'incontro con il premier incaricato - Sindacati e imprese "Oggi ci ha ascoltato ma non finisca qui"

Draghi promette di sbloccare i cantieri pubblici: "Ci proviamo da 20 anni, ma mi metterò d'impegno"

Uscito dall'incontro con il premier incaricato, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi dice di «non voler alimentare in alcun modo le indiscrezioni» sul programma di Draghi. In verità, l'ex numero uno di Bankitalia e Bce a molte parti sociali incontrate ieri è apparso «una sfinge». Ha ascoltato, come ha fatto con i partiti. Ha preso nota delle richieste. Ha sollecitato idee e progetti. E si è lasciato andare a selezionate battute. Come quando a Cgil, Cisl e Uil che premevano per la riapertura di tanti cantieri fermi avrebbe risposto: «Sono vent'anni che ci proviamo, mi ci metterò di impegno». Ma non ha anticipato nessuna delle mosse più urgenti che pure gli sono state ricordate. A partire dal blocco dei licenziamenti che scade il 31 marzo e il rinnovo della cassa integrazione. I sindacati ne hanno chiesto una proroga senza dare una data. Anche perché, è stato il ragionamento, il panorama è ancora pesante. Alcuni settori, turismo, ristorazione, parte dell'industria, non sono ripartiti e non lo saranno a breve. Le politiche attive sono ferme e il Paese non è pronto a riqualificare i disoccupati. Il sistema degli ammortizzatori va ripensato e fluidificato, ma non basterà un mese e neanche due. E senza la cornice, il quadro non può che essere congelato. Pensando a un futuro dove i divari di genere, territoriali e generazionali saranno colmati a favore di donne, giovani e Sud. In ogni caso il giudizio di giornata sulle consultazioni "sociali" è positivo. Plauso unanime al metodo più che al merito. «Un segnale di apertura rispetto alla disintermediazione degli esecutivi precedenti», è il commento di tutti. «Speriamo però che anche i suoi ministri ci ascoltino e che non finisca qui», nota qualcuno. Il leader degli industriali Bonomi rivendica «un sostegno convinto a Draghi, c'è molto da fare e bisogna farlo presto e bene». Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini apprezza «la disponibilità al confronto». La leader Cisl Annamaria Furlan valuta come «emergenziale» la proroga al blocco dei licenziamenti. Il numero uno della Uil Pierpaolo Bombardieri aggiunge «le lacune su scuola e sanità» da colmare e «il nodo disuguaglianze» da affrontare. Il presidente dell'Abi Antonio Patuelli dice che le banche sono «molto preoccupate per le difficoltà delle imprese, i sostegni non vanno interrotti». E riferisce che «Draghi è consapevole del rischio dei crediti deteriorati». Confcommercio col presidente Carlo Sangalli preme «per ristori adeguati e nuova Cig Covid». Mentre la presidente di Confesercenti Patrizia De Luise chiede «la riapertura in sicurezza di bar e ristoranti», ormai allo stremo. Maurizio Casasco, presidente di Confapi (piccola e media industria), suggerisce di «fare i vaccini in azienda, per coniugare sviluppo e salute». Draghi attento, annuisce, scrive. E poi saluta tutti.

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