Intervista Gregorio Paltrinieri
«HO CAMBIATO VITA DOPO IL LOCKDOWN»

L'olimpionico protagonista anche nel fondo: domenica sarà alla Capri-Napoli

«Ho trovato il coraggio di darmi una nuova spinta e così deve fare anche l’Italia»

Di Francesco De Luca

Festeggiai 26 anni sabato a Napoli. «Una città che ho conosciuto e amato venendo a trovare qui tanti amici. Arrivo da Carpi, Pianura padana, e mi trovo bene in questo ambiente caotico e affascinante», sorride Greg Paltrinieri, stella mondiale del nuoto. El doppio nuoto. Perché dopo aver vinto tutto in piscina, fino all'oro olimpico e mondiale (e dopo il lockdown ha firmato il 13 agosto a Roma il record europeo sui 1500), si è tuffato nel mare, conquistato dalla sfida dei 10 km. Domenica è atteso nel Goffo, un posto nella staffetta della Capri-Napoli per il campione delle Fiamme Oro, il team della Polizia di Stato. Per una volta, non nuoterà per vincere ma per entrare nello spirito di quella maratona che idearono Lello Barbuto e Il Mattino e fa parte della storia dello sport.

«Il suo volto felice è quello di un'Italia che non si arrende, lotta e vince»: è l'omaggio del ministro dello Sport, Spadafora, dopo le sue tre medaglie agli Assoluti di fondo pochi giorni fa.

«È stato un agosto particolare, dopo un lungo periodo di inattività, tra il Sette Colli a Roma e le gare in marea Piombino. Abbiamo passato un periodo difficile, tutti: la gente che non lavorava, i ragazzi che non andavano a scuola, gli sportivi che dovevano allenarsi in casa. Io ho colto il lato positivo della situazione e ho fatto una profonda riflessione. Ero alla ricerca di nuove energie. Mi sono affidato al tecnico Fabrizio Antonelli e ho intrapreso un altro progetto di preparazione. Quei giorni di vuoto mi sono serviti per riflettere e recuperare la mia carica al cento per cento. I primi buoni risultati, tra Roma e Piombino, sono arrivati. E adesso non voglio perdermi un solo allenamento».

Lei è ripartito con le medaglie italiane e un record europeo, aspettando i Giochi di Tokyo. E l'Italia come è ripartita?

«Io credo che il lockdown sia servito a tutti per riflettere, per capire se e come c'era la possibilità di fare il passo in avanti. Ci vogliono coraggio e determinazione per proseguire, come nello sport. L'ho fatto io, possono farlo tutti».

Poco prima della pandemia, aveva prestato il suo volto per la campagna della Confapi, la confederazione di 80mila piccole e medie imprese, tra le più colpite dalla crisi.

«L'ho fatto perché ci sono tante similitudini tra la mia storia e quella di aziende che non hanno dato nulla per scontato: hanno lavorato intensamente e sono riuscite a superare le difficoltà e i rivali incontrati sulla loro strada. È così che bisogna ripartire».

Come cambia il modo di fare sport peri più giovani, per quei ragazzini che vanno a nuotare come faceva il piccolo Greg nella piscina gestita dal padre a Carpi?

«I bambini hanno vissuto un periodo ancora più complicato degli adulti, lontani dalla scuola e dallo sport; dalle abitudini e dagli amici. L'inattività può pesare sul piano fisico ma questo problema puoi superarlo con la forza di volontà, con l'entusiasmo che serve per recuperare la tua vita. Ecco perché dico ai ragazzi che neanche una bracciata dovrà essere sprecata».

La sua estate in mare e in piscina, ma lontano da Tokyo.

«La immaginavo diversa, poi quando hanno deciso di far slittare i Giochi non mi sono rilassato: ho cambiato l'obiettivo mi sono concentrato sulla gestione stabilita con il nuovo allenatore. Era accaduto anche quando ero andato in Australia, due volte, nel 2014 e nel 2017, per misurare le mie capacità. Otto mesi di allenamenti lontano da casa cercando altri stimoli».

«11 peso dell'acqua» è il libro che ha scritto per Mondadori: psicologicamente, più pesante l'acqua della piscina o quella del mare?

«Ho cercato il mare tre anni fa perché volevo imparare ancora, cercavo altra adrenalina. Quando sono in mare, ho una consapevolezza diversa rispetto alla piscina, dove nuoto da vent'anni: in piscina ho vinto tanto e avverto la pressione, in mare il "peso" è differente perchc sono quasi un principiante».

11500 e gli 800 in piscina, i 10 km in mare: Paltrinieri punta a salire tre volte sul podio a Tokyo?

«Mi alleno per quello, non mi butto in acqua solo per arrivare in finale. Quando ti dicono che l'Olimpiade è rinviata, ci resti male sul momento. Ma poi pensi a sfruttare nel modo giusto un anno: per lavorare e migliorarti».

 


Ma arriverà finalmente il giorno dell'inizio dei Giochi a Tokyo?

«Spero di sì. Anzi, vorrei esserne convinto. Si troverà il vaccino per il Coronavirus e si continueranno ad applicare regole rigidissime. E ci sarà il pubblico, perché non riesco ad immaginare una gara olimpica senza spettatori, uno spettacolo nello spettacolo».

Al Sette Colli non ce ne sono stati per il suo record europeo.

«Esperienza brutta, ecco perché neanche vorrei pensare a un'Olimpiade priva di gente sugli spalti. Quel giorno a Roma, in una delle piscine più belle al mondo, ho capito che stavo per realizzare un tempo importante: alla fine ho migliorato il mio primato di quattro anni fa agli Europei, un grande record, però con la spinta degli spettatori sarebbe stata un'altra cosa. Una soddisfazione in più. Perché il nostro piacere non è solo nuotare: è competere ed è più bello farlo davanti alla gente».

Gattuso, l'allenatore del Napoli, ha detto durante il finale di campionato: «Stiamo giocando un altro sport, questo non è calcio». «Io sono appassionato di calcio, ho tanti amici che giocano a calcio e basket e per loro è ancora più pesante una gara senza pubblico. Sembra altro, A, e vorremmo che tutto questo finisse presto perché lo sport ha bisogno della gente».

Domenica l'aspetta un posto nella staffetta della Capri-Napoli, la maratona di 36 km che organizza Luciano Cotena: al primo evento internazionale a Napoli dopo il lockdown arriva una leggenda del nuoto.

«Avevo voglia di venire nuovamente in città e vivere da vicino la Capri-Napoli, una gara storica, la più importante al mondo nel gran fondo. L'intera Capri-Napoli potrei farla a fine carriera, non ora: ho un piano di allenamenti da seguire in vista delle Olimpiadi. E una sfida affascinante in una città bellissima. E io, ragazzo della provincia emiliana, mi sono sempre trovato bene qui: Napoli è un luogo ideale per i giovani».

Le medaglie in piscina, la voglia di vincerne altre in mare, poi le mancherà solo la pallanuoto.

«A Napoli c'è una bella tradizione, no? Qualche passaggio col pallone ci scappa in piscina, però non potrei farlo da professionista: sinceramente non mi sento portato».

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