LUNEDÌ 07 MAGGIO 2018 15.25.10

Istat: Casasco (Confapi), Italia non può aspettare, politica faccia in fretta=

Roma, 7 mag. (AdnKronos) - "Le Pmi, che rappresentano l'ossatura economica e produttiva dell'Italia, non possono che essere preoccupate dai dati forniti oggi dall'Istat che fotografano inquietanti segnali di rallentamento soprattutto nel settore manifatturiero e nelle esportazioni". Ad affermarlo è Maurizio Casasco, presidente di Confapi, la Confederazione delle Piccole e Medie Industrie Private Italiane che raccoglie oltre 83.000 industrie per più di 800mila addetti. "Prima delle elezioni, e purtroppo anche dopo - osserva Casasco - si è parlato molto di alchimie politiche e mai di lavoro. È questo il tema vero da affrontare senza indugi: come aiutare e supportare chi crea lavoro e sviluppo economico e sociale. Senza calcolare che, tra l'altro, incombe su di noi, come una spada di Damocle, l'attuazione delle clausole di salvaguardia che porterebbero a un aumento dell'Iva, che costerebbe più di 30 miliardi e che sarebbe disastroso da ogni punto di vista". "Di fronte a un assordante e generalizzato silenzio anche delle forze produttive, poiché siamo ormai fuori tempo massimo, chiediamo con forza una classe politica che ci assomigli, coraggiosa e concreta e che - conclude il Presidente di Confapi- alla gravità della situazione sappia rispondere con serietà e determinazione, chiudendo il sipario dei teatrini ed aprendo la strada a un Governo in grado di guidare con responsabilità il Paese". (Sec/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 07-MAG-18 15:24 NNNN 


LUNEDÌ 07 MAGGIO 2018 14.54.28

Confapi: da Istat inquietanti segnali rallentamento

Roma, 7 mag. (askanews) - "Le Pmi, che rappresentano l'ossatura economica e produttiva dell'Italia, non possono che essere preoccupate dai dati forniti oggi dall'Istat che fotografano inquietanti segnali di rallentamento soprattutto nel settore manifatturiero e nelle esportazioni". Lo dichiara il Presidente di Confapi, la Confederazione delle Piccole e Medie Industrie Private Italiane che raccoglie oltre 83.000 industrie per più di 800mila addetti, Maurizio Casasco. "Prima delle elezioni, e purtroppo anche dopo - aggiunge Casasco - si è parlato molto di alchimie politiche e mai di lavoro. È questo il tema vero da affrontare senza indugi: come aiutare e supportare chi crea lavoro e sviluppo economico e sociale. Senza calcolare che, tra l'altro, incombe su di noi, come una spada di Damocle, l'attuazione delle clausole di salvaguardia che porterebbero a un aumento dell'Iva, che costerebbe più di 30 miliardi e che sarebbe disastroso da ogni punto di vista. Di fronte a un assordante e generalizzato silenzio anche delle forze produttive - conclude il Presidente di Confapi - poiché siamo ormai fuori tempo massimo, chiediamo con forza una classe politica che ci assomigli, coraggiosa e concreta e che alla gravità della situazione sappia rispondere con serietà e determinazione, chiudendo il sipario dei teatrini ed aprendo la strada a un Governo in grado di guidare con responsabilità il Paese". Did 20180507T145425Z


LUNEDÌ 07 MAGGIO 2018 15.00.08

ISTAT: CASASCO "ITALIA NON PUÒ ASPETTARE, POLITICA FACCIA IN FRETTA"

ISTAT: CASASCO "ITALIA NON PUÒ ASPETTARE, POLITICA FACCIA IN FRETTA" ROMA (ITALPRESS) - "Le Pmi, che rappresentano l'ossatura economica e produttiva dell'Italia, non possono che essere preoccupate dai dati forniti oggi dall'Istat che fotografano inquietanti segnali di rallentamento soprattutto nel settore manifatturiero e nelle esportazioni". Lo afferma in una nota il presidente di Confapi, la Confederazione delle Piccole e Medie Industrie Private Italiane che raccoglie oltre 83.000 industrie per piu' di 800mila addetti, Maurizio Casasco. "Prima delle elezioni, e purtroppo anche dopo - aggiunge Casasco - si è parlato molto di alchimie politiche e mai di lavoro. È questo il tema vero da affrontare senza indugi: come aiutare e supportare chi crea lavoro e sviluppo economico e sociale. Senza calcolare che, tra l'altro, incombe su di noi, come una spada di Damocle, l'attuazione delle clausole di salvaguardia che porterebbero a un aumento dell'Iva, che costerebbe più di 30 miliardi e che sarebbe disastroso da ogni punto di vista. Di fronte a un assordante e generalizzato silenzio anche delle forze produttive - conclude il presidente di Confapi - poiché siamo ormai fuori tempo massimo, chiediamo con forza una classe politica che ci assomigli, coraggiosa e concreta e che alla gravità della situazione sappia rispondere con serieta' e determinazione, chiudendo il sipario dei teatrini ed aprendo la strada a un Governo in grado di guidare con responsabilita' il Paese". (ITALPRESS). sat/com 07-Mag-18 14:59 NNNN 


LUNEDÌ 07 MAGGIO 2018 15.01.14

ISTAT, CASASCO (CONFAPI): ITALIA NON PUÒ ASPETTARE, SERVE GOVERNO

ISTAT, CASASCO (CONFAPI): ITALIA NON PUÒ ASPETTARE, SERVE GOVERNO (9Colonne) Roma, 7 mag - "Le Pmi, che rappresentano l'ossatura economica e produttiva dell'Italia, non possono che essere preoccupate dai dati forniti oggi dall'Istat che fotografano inquietanti segnali di rallentamento soprattutto nel settore manifatturiero e nelle esportazioni". Lo dichiara il Presidente di CONFAPI, la Confederazione delle Piccole e Medie Industrie Private Italiane che raccoglie oltre 83.000 industrie per più di 800mila addetti, Maurizio Casasco. "Prima delle elezioni, e purtroppo anche dopo - aggiunge Casasco - si è parlato molto di alchimie politiche e mai di lavoro. È questo il tema vero da affrontare senza indugi: come aiutare e supportare chi crea lavoro e sviluppo economico e sociale. Senza calcolare che, tra l'altro, incombe su di noi, come una spada di Damocle, l'attuazione delle clausole di salvaguardia che porterebbero a un aumento dell'Iva, che costerebbe più di 30 miliardi e che sarebbe disastroso da ogni punto di vista. Di fronte a un assordante e generalizzato silenzio anche delle forze produttive - conclude il Presidente di CONFAPI - poiché siamo ormai fuori tempo massimo, chiediamo con forza una classe politica che ci assomigli, coraggiosa e concreta e che alla gravità della situazione sappia rispondere con serietà e determinazione, chiudendo il sipario dei teatrini ed aprendo la strada a un Governo in grado di guidare con responsabilità il Paese". (Com) 071501 MAG 18 


LUNEDÌ 07 MAGGIO 2018 15.19.00

Pil: Confapi, basta aspettare, serve Governo responsabile

Pil: Confapi, basta aspettare, serve Governo responsabile (ANSA) - ROMA, 7 MAG - "Le Pmi, che rappresentano l'ossatura economica e produttiva dell'Italia, non possono che essere preoccupate dai dati forniti oggi dall'Istat che fotografano inquietanti segnali di rallentamento soprattutto nel settore manifatturiero e nelle esportazioni". Lo dichiara il Presidente di Confapi, Maurizio Casasco. "Prima delle elezioni, e purtroppo anche dopo - aggiunge in una nota - si è parlato molto di alchimie politiche e mai di lavoro. + questo il tema vero da affrontare senza indugi: come aiutare e supportare chi crea lavoro e sviluppo economico e sociale. Senza calcolare che, tra l'altro, incombe su di noi, come una spada di Damocle, l'attuazione delle clausole di salvaguardia che porterebbero a un aumento dell'Iva, che costerebbe più di 30 miliardi e che sarebbe disastroso da ogni punto di vista. Di fronte a un assordante e generalizzato silenzio anche delle forze produttive - conclude il Presidente di Confapi - poiché siamo ormai fuori tempo massimo, chiediamo con forza una classe politica che ci assomigli, coraggiosa e concreta e che alla gravità della situazione sappia rispondere con serietà e determinazione, chiudendo il sipario dei teatrini ed aprendo la strada a un Governo in grado di guidare con responsabilità il Paese". (ANSA). COM-OM 07-MAG-18 15:18 NNN 


LUNEDÌ 07 MAGGIO 2018 14.29.15

Istat: Confapi, politica faccia in fretta =

(AGI) - Roma, 7 mag. - "Le Pmi, che rappresentano l'ossatura economica e produttiva dell'Italia, non possono che essere preoccupate dai dati forniti oggi dall'Istat che fotografano inquietanti segnali di rallentamento soprattutto nel settore manifatturiero e nelle esportazioni". Lo dichiara il Presidente di Confapi, la Confederazione delle Piccole e Medie Industrie Private Italiane che raccoglie oltre 83.000 industrie per più di 800mila addetti, Maurizio Casasco. "Prima delle elezioni, e purtroppo anche dopo - aggiunge Casasco - si è parlato molto di alchimie politiche e mai di lavoro. È questo il tema vero da affrontare senza indugi: come aiutare e supportare chi crea lavoro e sviluppo economico e sociale. Senza calcolare che, tra l'altro, incombe su di noi, come una spada di Damocle, l'attuazione delle clausole di salvaguardia che porterebbero a un aumento dell'Iva, che costerebbe più di 30 miliardi e che sarebbe disastroso da ogni punto di vista. Di fronte a un assordante e generalizzato silenzio anche delle forze produttive - conclude il Presidente di Confapi - poiché siamo ormai fuori tempo massimo, chiediamo con forza una classe politica che ci assomigli, coraggiosa e concreta e che alla gravità della situazione sappia rispondere con serietà e determinazione, chiudendo il sipario dei teatrini ed aprendo la strada a un Governo in grado di guidare con responsabilità il Paese". (AGI) Red/Ila 071428 MAG 18 NNN



Digital transformation, le Pmi hanno fame di “innovation manager”

È l’innovation manager una delle figure più richieste dalle Pmi italiane impegnate ad affrontare la digital transformation. Lo rivela un’indagine della Confederazione delle Piccole e Medie Imprese private Italiane (Confapi) secondo cui in questa fase, a crisi economica alle spalle, viene richiesto alle aziende di spingere sulla crescita identificando il proprio perimetro di azione, punti di forza e criticità, così da accelerare nei nuovi mercati a forte tasso di innovazione. “Ancor prima di guardare alle nuove tecnologie, agli strumenti e ai processi – dice Carola Adami, Ceo e founder della società di head hunting di Milano Adami & Associati-, per affrontare la concorrenza le Pmi italiane devono guardare al capitale umano, e quindi alle competenze specifiche che possono garantire il successo in alcune delle sfide cruciali che si presentano su un mercato sempre più globalizzato”.
Lo studio è stato effettuato su un campione di 1.500 aziende ed ha rilevato che il 57,4% delle imprese ha la necessità di figure manageriali di alta professionalità. Se nel 34,4% dei casi la risorsa chiave ricercata è costituita da un responsabile in grado di sviluppare il mercato estero, il 15% delle aziende chiede il manager di rete e il professional, una figura del tutto nuova che ha fatto da poco il suo ingresso nel mercato del lavoro del nostro Paese. Si tratta di un manager che può aiutare l’impresa nell’affrontare peculiari esigenze produttive e organizzative in caso di trasformazioni interne, dall’arrivo di nuove strumentazioni fino ai processi di internazionalizzazione.
Il 22% delle aziende intervistate ha infatti indicato come fondamentale il ruolo del temporary manager, il quale affianca temporaneamente le imprese – solitamente per un periodo inferiore ai 9 mesi – per efficientare i processi di riorganizzazione e di ridefinizione delle strategie durante delle fasi particolarmente delicate, come il lancio di nuovi prodotti, l’apertura verso nuovi mercati o i passaggi di proprietà.
Al primo posto fra le richieste delle aziende l’export manager: “Non è certo un caso – dice Adami – se, già durante lo scorso dicembre, i voucher per le piccole e medie imprese messi a disposizione dal ministero per lo Sviluppo Economico per l’assunzione temporanea di export manager siano andati a ruba nelle prime ore”. Si tratta di una figura che ha il compito di sviluppare il mercato estero della propria azienda: “l’export manager – conclude Adami – provvede a individuare i più potenziali mercati esteri e a elaborare le migliori strategie per fare il proprio ingresso in questi nuovi lidi, selezionando le più promettenti opportunità di business”.

 

   "Istat, gli industriali chiedono un nuovo governo e più investimenti nelle infrastruttutre" – Il Manifesto

 

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