-Dallo SME2B Business Forum Europe 2026 l’appello (We want more growth) per superare la crisi del settore manifatturiero e sostenere la prosperità europea
-L’European Entrepreneurs CEA-PME (principale Associazione federativa volontaria tra piccole e medie imprese della UE) accusa l’eccesso di burocrazia da parte di Bruxelles. Sotto i riflettori provvedimenti come il regolamento sugli imballaggi, il meccanismo sul carbonio alle frontiere, l’Industrial Accelerator Act e gli ETS
-Il Vicepresidente di European Entrepreneurs e Presidente Confapi Cristian Camisa: “Dobbiamo tornare allo spirito fondante del Trattato di Roma, cioè più crescita, basata sulle quattro libertà: libera circolazione di merci, persone, capitali e servizi. Tra poco più di sei mesi l'UE celebrerà il 70° anniversario della sua nascita. Auspichiamo che questo anniversario sia l'occasione per rinnovare e rivitalizzare la missione dell'UE in quest'epoca così difficile”
Bruxelles 2 settembre 2026 - Una grande Agenda per la crescita tra Istituzioni europee, governi nazionali ed European Entrepreneurs CEA-PME, la principale Associazione federativa volontaria tra piccole e medie imprese dell’Unione europea. È questo l’appello sulla crescita economica e sociale (We want more growth) lanciato oggi a Bruxelles nel corso dello SME2B Business Forum Europe 2026, l’evento organizzato dall’Associazione di Pmi a cui hanno partecipato rappresentanti di Commissione, Parlamento e imprese, e le cui conclusioni sono state affidate a Cristian Camisa, Vicepresidente europeo di European Entrepreneurs e Presidente nazionale di Confapi (118.000 Pmi, 1,3 milioni di lavoratori).
L’analisi parte dalla considerazione che oggi l'Europa cresce a malapena dell'1,1%, l'area euro dello 0,9%, mentre i principali motori manifatturieri come Italia, Francia e Germania sono al di sotto della media, praticamente in stagnazione. Nel frattempo, i concorrenti globali crescono di oltre il 3% pur affrontando la stessa instabilità geopolitica, le stesse guerre e le stesse tensioni commerciali. “Questa crisi sta colpendo duramente il settore manifatturiero. La produzione industriale di base non è un settore come un altro; è il pilastro dell'occupazione, dell'innovazione e dell'autonomia strategica europea. Quando la produzione manifatturiera europea soffre, la prosperità europea crolla”, è l’allarme lanciato da Cristian Camisa.
Le cause? “Per anni, Bruxelles si è illusa che l'Europa potesse governare il mondo semplicemente dettando le regole. Ma non è così: non è possibile regolamentare l'innovazione senza prima produrla. L'Europa si sta dirigendo dritta contro il muro della burocrazia. Il FMI ha avvertito che la frammentazione normativa interna nel nostro mercato unico equivale a un dazio del 44% sui prodotti manifatturieri. Invece di eliminare le barriere interne, abbiamo sostituito i confini fisici con montagne di obblighi di rendicontazione, verifiche tecniche e colli di bottiglia amministrativi. Stiamo soffocando la nostra base industriale mentre i concorrenti stranieri inondano i nostri mercati con una sovraccapacità fortemente sovvenzionata”.
Per questo motivo, l’European Entrepreneurs CEA-PME ha lanciato oggi l'Agenda per la Crescita, per permettere alle Pmi del continente di affrontare e superare le sfide attuali, il difficile contesto geopolitico, dall’Ucraina al Medio Oriente, l’elevato costo dell’energia, il rallentamento dei commerci mondiali, la sfida dell’AI.
“Dobbiamo tornare allo spirito fondante del Trattato di Roma: più crescita, dando ai nostri campioni, le Pmi innovative, le piccole poco visibili e le aziende di medie dimensioni in espansione, lo spazio per respirare e investire”, ha sottolineato nei closing remarks Camisa, “per questo non si devono dimenticare i pilastri del Trattato di Roma, le cosiddette quattro libertà: libera circolazione di merci, persone, capitali e servizi. Tra poco più di sei mesi l'UE celebrerà il 70° anniversario della sua nascita. Auspichiamo che questo anniversario sia l'occasione per rinnovare e rivitalizzare la missione dell'Unione in quest'epoca così difficile. Chi produce ha bisogno di un mercato unico pienamente integrato, di una migliore mobilità transfrontaliera per i talenti tecnici qualificati e di politiche mirate che consentano alle PMI ambiziose di crescere e diventare imprese di medie dimensioni resilienti”.
I dossier legislativi
Nel dettaglio, al centro dell’Agenza per la crescita ci sono tre dossier legislativi che attualmente incidono sulle filiere produttive:
- Il Regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR).
Entrato in vigore lo scorso 12 agosto, è oggetto di critiche per i tempi e le modalità attuative. La stessa Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, giorni fa ha commentato come tali norme impongano “oneri rigidi e controproducenti alle PMI europee e rappresentano l'esatto opposto di ciò che l'Europa dovrebbe rappresentare".
- Il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM, Carbon Border Adjustment Mechanism)
È una tassa ambientale dell'Unione Europea applicata alle merci importate da Paesi extra-UE basata sulle loro emissioni di carbonio ed è stato concepito per prevenire la delocalizzazione del carbonio e proteggere l'industria europea. Ma per molte PMI manifatturiere sta diventando causa di un eccesso di burocrazia ed elevati costi amministrativi. Le Pmi europee si trovano ad affrontare complessi obblighi di rendicontazione, tracciabilità della catena di approvvigionamento ed oneri crescenti delle materie prime. “La decarbonizzazione non deve spingere la produzione manifatturiera fuori dall'Europa. Abbiamo bisogno di un meccanismo più semplice e a misura di PMI: valori predefiniti realistici, molta meno burocrazia e misure efficaci per proteggere la competitività dei produttori europei, sia in Europa che sui mercati globali”, è stata l’analisi di Camisa.
- L'Industrial Accelerator Act (IAA)
È la proposta di regolamento della Commissione europea pensata per rilanciare la competitività, la decarbonizzazione e l'autonomia strategica dell'industria manifatturiera nell'Unione Europea. Pmi e aziende a media capitalizzazione si trovano ad affrontare un divario strutturale: prezzi dell'energia elevati, mercati dei capitali frammentati, una cronica lentezza nei processi decisionali che minaccia la nostra sopravvivenza. “Se l'Industrial Accelerator Act non funziona per le PMI manifatturiere, semplicemente non funziona per l'Europa: i nostri concorrenti globali negli Stati Uniti e in Cina adottano misure immediate e decisive”, ha detto Camisa.
Oggetto di attenzione anche gli ETS, il sistema europeo di scambio di quote di emissioni finalizzato alla riduzione dei gas serra. “L'attuale sistema ETS funziona come una pura tassa sul carbonio. È necessario ripristinare lo scambio diretto di quote di emissione tra le imprese e consentire immediatamente ai crediti internazionali conformi all'Accordo di Parigi di coprire almeno il 20% degli obblighi, per permettiamo all'industria europea di competere”, è l’appello dell’European Entrepreneurs CEA-PME.















