Roma, 11 novembre 2005

GIOVANI CONFAPI: SETTE LE PRIORITA’ PER METTERE LE ALI ALLE IMPRESE

“LeAli alle imprese”. Questo il titolo del Congresso annuale dei Giovani Imprenditori Confapi, per indicare da una parte una richiesta di lealtà da parte della politica verso il mondo imprenditoriale, dall’altra per individuare quelle misure improcrastinabili per “mettere le ali” allo sviluppo delle PMI.

Nel corso del suo intervento, la neopresidente dei Giovani Imprenditori Confapi, Catia Polidori, ha indicato sette priorità per ridare slancio alle imprese:

1) Banche e finanza: favorire il rafforzamento patrimoniale e finanziario delle imprese attraverso il credito e la finanza. Serve una evoluzione delle relazioni tra banche e imprese, alla luce dei nuovi accordi di Basilea, per favorire la capitalizzazione delle PMI, una maggiore trasparenza e affidabilità dei bilanci e una migliore allocazione delle risorse.

2) Non è immaginabile un futuro senza manifatturiero, perno per lo sviluppo dei servizi. Per sostenere il settore manifatturiero è necessario riequilibrare i costi sostenuti a causa di servizi inadeguati. Servono infrastrutture più moderne e realizzate in tempi certi, energia a buon mercato - anche nucleare, qualità e standard di eccellenza nei servizi pubblici e privati almeno.

3) Abolire l’Irap, diminuire il cuneo fiscale e ridurre i vincoli giuridici ed amministrativi ingiustificati in modo da favorire la crescita dimensionale dell’impresa. Le normative societaria, fiscale, agevolativa ed ambientale pongono maggiori obblighi a carico delle imprese che superano una certa soglia dimensionale, disincentivando così la crescita dimensionale e anzi favorendo fenomeni di frammentazione sul territorio o, peggio, di sommerso.

4) Eliminare i tanti monopoli nei servizi e nelle professioni, dall’energia alle infrastrutture, che rendono di fatto poco conveniente investire e produrre nel nostro Paese, perché i costi da sopportare sono enormemente maggiori rispetto agli altri Paesi europei.

5) Sostenere lo sviluppo del sistema Italia attraverso la ricerca e l’innovazione in maniera decisa, favorire la diffusione delle conoscenze tecnologiche, creare delle connessioni tra mondo imprenditoriale, università e politiche di formazione che possano portare a risultati di eccellenza sia nel settore economico che in  quello relativo al capitale umano.

6) Sostenere la ripresa della fiducia, perché le nostre imprese non vivono di solo export, ma anche di mercato interno. E mai come negli ultimi anni il mercato interno ha subito una pesante battuta d’arresto, dovuta ad una incertezza economica e sociale che deprime i consumi.

7) Mezzogiorno. Oggi il Sud mostra una sensibile vivacità imprenditoriale, con aumento delle imprese e del numero degli addetti occupati nell’industria. Tuttavia restano sempre validi i motivi del ritardo del suo sviluppo economico dovuti alla scarsa dotazione di infrastrutture, all’assenza di una logistica efficiente, alla bassa qualità dei servizi pubblici, alla scarsa qualità dei servizi alle imprese e a una percentuale ancora troppo alta di economia sommersa ed illegalità, con riflessi pesanti, talora proibitivi, nelle condizioni di accesso al credito.