Roma, 12 gennaio 2005
SINTESI AUDIZIONE PRESIDENTE DANILO BROGGI – CONFAPI
INDAGINE CONOSCITIVA SU STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
Diverse imprese italiane, soprattutto di piccola e media dimensione, stanno vivendo un "problema derivati". Dal monitoraggio condotto da Confapi sul proprio sistema risulta che sono circa 30mila in Italia le aziende che si sono dichiarate coinvolte, di cui circa 2mila del sistema Confapi – che però rappresentano solo una parte del numero reale di imprese che hanno avuto accesso a questo strumento ma hanno difficoltà a dichiararlo.
Uno dei dati più rilevanti che emerge dal monitoraggio è che il 27% delle imprese coinvolte ha un fatturato che non supera 1 milione di euro l’anno, quando il valore medio del derivato è di 1.270mila euro. Questo vuol dire che sono state soprattutto le aziende più piccole ad essere coinvolte nell’utilizzo dei derivati, evidentemente senza averne la dovuta conoscenza.
Da questa incomprensione scaturisce il "fenomeno dei derivati", che Confapi considera un brutto incidente dovuto – appunto – a mancanza di consapevolezza e ad una certa leggerezza sia da parte delle banche che hanno proposto strumenti complessi a piccole e medie imprese, sia da parte delle stesse imprese che non si sono sufficientemente informate della rischiosità di quei prodotti finanziari.
Confapi ritiene fondamentale risolvere il "problema derivati" insieme alle banche coinvolte, dalle quali peraltro registra un positivo atteggiamento di collaborazione sul tema. Si sta lavorando alla creazione di una sorta di griglia, che in base ad elementi oggettivi individui tipologie omogenee ed identifichi per ogni gruppo soluzioni ottimali che possano essere utilizzate a riferimento per la trattativa tra le singole aziende e gli istituti bancari.
In generale, per evitare che un brutto incidente diventi anche pericoloso per il futuro dei rapporti tra banche e piccole e medie imprese, è necessario lavorare a una maggiore sinergia tra sistema bancario e sistema Pmi.
Per questo Confapi non considera esaurienti soluzioni esclusivamente normative e certo non demonizza strumenti di finanza innovativa, che anzi servono alle imprese per crescere, pur richiedendo formazione e informazione adeguate.
Alcuni dati scaturiti dal monitoraggio Confapi
Il fenomeno dei derivati risulta interessare prioritariamente il nordest del Paese, dove maggiore è la presenza delle banche che hanno venduto prodotti derivati, e in particolare ha investito le regioni Veneto, Emilia Romagna e Piemonte.
In totale, risulta che circa 30.000 imprese hanno acquistato derivati, di due specie: il 95% dei derivati è legata a mitigare il rischio di tasso su finanziamenti e solo una minima parte al rischio di cambio.
Il campione delle imprese che si sono rivolte alle associazioni territoriali di Confapi mostra le seguenti caratteristiche:
la dimensione delle imprese
Aziende per fatturato %
Fino a 500.000. 18%
500.001 – 1.000.000 9%
1.000.001 – 2.000.000 20%
2.000.001 – 3.000.000 23%
3.000.001 – 5.000.000 21%
Oltre 5.000.001 9%
Il valore medio del nozionale è di 1.270.000 euro.