Roma, 22 luglio 2003
OSSERVAZIONI SUL DPEF
qualità, tecnologia, innovazione e ricerca, capitale, credito e fisco
Questi gli interventi indispensabili al rilancio dello sviluppo e dell’economiaPer alimentare la crescita occorrerà puntare su più fattori: qualità, tecnologia, innovazione e ricerca, capitale, credito e fisco. Le imprese devono essere messe nella condizione di sostenere la concorrenza sopratutto da parte dei Paesi cosiddetti emergenti.
Nell’ambito delle risorse di Bilancio, è, quindi, essenziale proseguire nelle riforme strutturali che incidano sul versante della Spesa Pubblica corrente al fine di liberare le risorse indispensabili al rilancio dello sviluppo e dell’economia.
L’innovazione e la ricerca tecnologica
Per difendere e consolidare le quote di mercato del "Made in Italy" sostenendo la concorrenza delle economie emergenti, basata sulla leva del prezzo, si ritiene fondamentale puntare sul valore aggiunto dato alle produzioni nazionali dall’innovazione tecnologica.
Il sistema italiano di ricerca e sviluppo tecnologico non riesce però a svilupparsi in maniera compiuta per l’assenza non solo di sostegno finanziario ma anche di linee guida adeguate.
La Confapi auspica pertanto nel prossimo DPEF un più deciso intervento a sostegno dei processi di ricerca ed a favore della diffusione dei risultati in tal modo ottenuti, a beneficio delle imprese più piccole e con minori possibilità di impegnare risorse nel settore della ricerca e sviluppo.
La capitalizzazione e la politica di garanzia pubblica
Il problema dell’accesso alle fonti di finanziamento per le PMI ha assunto molta rilevanza negli ultimi anni a causa di un riassetto del sistema bancario sotto il profilo di mercato e regolamentare che pone maggiori difficoltà alle imprese nel reperire finanziamenti a costi convenienti.
Sono quindi necessarie politiche che favoriscano:
Un rapporto banca-impresa fondato sulla partnership
Una fiscalità più leggera finalizzata all’emersione del sommerso e che sposti la convenienza dall’indebitamento alla patrimonializzazione appare la misura di politica economica più appropriata. Occorre infatti incentivare sia la trasparenza e l’affidabilità dei bilanci che la capitalizzazione delle imprese per attrarre la fiducia degli istituti bancari che dovranno valutare il merito di credito dell’impresa ed erogare il prestito.
Le società di mutua garanzia oltre al valore del loro intervento di mitigazione dei rischi, potrebbero rappresentare il "ponte" che favorisce una relazione fiduciaria, trasparente e di partnership tra l’impresa e la banca.
Al fine di sostenere e promuovere i Confidi, occorre rafforzare le sinergie con la politica pubblica della garanzia patrimonializzando e mantenendo unitario lo strumento del Fondo di garanzia per le PMI (L.662/96) e procedere all’adozione di una Legge Quadro di settore che oltre a riordinare l’esistente getti le basi per lo sviluppo futuro dei confidi.
Canali di finanziamento alternativi alle banche
Sarebbe opportuno facilitare il matching tra le imprese e gli intermediari alternativi alle banche (Venture Capitalists, Fondi chiusi, Business Angels, Banche di sviluppo, Finanziarie regionali, ecc.) e sviluppare e diffondere strumenti finanziari innovativi adeguati alle esigenze finanziarie delle PMI (prestiti partecipativi, cambiali finanziarie, ecc.).
In conclusione, il sistema delle piccole e medie imprese ritiene necessaria, al fine di affrontare la questione "Basilea 2" con maggiore serenità e consapevolezza, l’adozione di politiche economiche convergenti (dalla riforma del diritto societario e fallimentare alla politica fiscale, alla politica di incentivazione) finalizzate a favorire la capitalizzazione delle piccole e medie imprese, una struttura finanziaria più equilibrata, una migliore trasparenza ed affidabilità dei bilanci, una crescita dimensionale.
Il mercato dell’energia elettrica
La piena apertura dei mercati energetici rappresenta lo strumento più efficace a disposizione dei responsabili delle politiche pubbliche sia per garantire uno sviluppo economico più dinamico e maggiormente rispondente all'evoluzione della domanda di energia, che per assicurare il miglioramento, a beneficio dei consumatori, della qualità e della gamma dei beni e dei servizi offerti.
L’approvvigionamento di energia elettrica a prezzi "convenienti" è ancor oggi fortemente legato all’importazione dall’estero ed al meccanismo degli incentivi sulle fonti rinnovabili: due strumenti, questi, gestiti con modalità che ancora favoriscono prevalentemente le grandi aziende, cosiddette energivore.
In tale contesto risulta importante, per le piccole e medie imprese italiane, non tanto poter accedere "teoricamente" al libero mercato di energia, sia elettricità che gas, quanto soprattutto riscontrare nel mercato libero quelle condizioni minime e pratiche di convenienza, che non possono prescindere anche da aspetti quali la chiarezza e il carattere di non discriminazione delle normative di settore e la semplificazione di alcune procedure amministrative.
Le politiche di internazionalizzazione
Le esportazioni continuano a ristagnare nonostante permanga un trend di crescita del commercio mondiale. Le cause sono da ricercarsi oltre che nell’apprezzamento dell’euro anche nella perdita di produttività complessiva del comparto manifatturiero.
Le piccole e medie industrie negli ultimi trenta anni hanno usufruito appena del 3% degli stanziamenti a favore del complesso dell’industria.
Vi è quindi la necessità di fornire alle imprese un adeguato sostegno da parte delle Istituzioni al fine di consolidare la loro presenza sui mercati esteri.
Nonostante la congiuntura attuale indichi la necessità di un maggiore sostegno alle PMI, la Finanziaria 2003 ha però ridotto le risorse destinate all’Istituto dagli oltre 68 milioni di euro del 2002 a poco più di 64 milioni per il 2003.
Verso le due aree di maggiore interesse per le PMI, i Balcani ed il Mediterraneo, la dotazione finanziaria dell’Istituto appare inadeguata alle esigenze e all’ampiezza delle iniziative delle PMI nelle due aree economiche.
Politica del cambio euro/dollaro
L’attuale cambio euro/dollaro provoca notevoli danni all’export europeo, aggravando l’attuale debolezza della domanda nell’intera area dell’Euro.
Appare ineludibile recuperare margini di manovra sui tassi di cambio per rallentare l’apprezzamento dell’euro sul dollaro. Ciò significa da parte della BCE intervenire sui tassi d’interesse e allentare l’attenzione sul tasso d’inflazione.
Difesa dei marchi e lotta alla contraffazione
La tutela del marchio "Made in Italy" dovrebbe essere assicurato sia in caso di parziale realizzazione del prodotto all’estero tramite la fase in conto lavorazione sia nel caso di totale realizzazione del prodotto in Italia.
La Centralità delle politiche fiscali
Il 2003 si è caratterizzato dall’avvio del primo modulo della riforma fiscale a favore dei redditi personali medio - bassi e dalle misure una tantum riguardanti il condono. Queste hanno contribuito a drenare risorse finanziarie alle imprese, orientate ad aderire alle diverse proposte per evitare la proroga dei termini di accertamento e, quindi, a chiudere ove possibile e definitivamente le proprie posizioni reddituali.
A ciò si aggiunge la drammatica vicenda dei crediti d’imposta che ha segnato una battuta d’arresto della politica di incentivazione del Governo provocando oltre ad una caduta di fiducia delle imprese anche un grave danno finanziario alle stesse.
Pertanto, è auspicabile ora procedere ad un rapporto più trasparente tra Amministrazione finanziaria e imprese improntata sulla reciproca fiducia; serve quindi un’attuazione concreta dello Statuto dei diritti del contribuente e una seria riforma dell’Amministrazione finanziaria che innalzi il suo grado di efficienza e professionalità.
Infine, il carico complessivo sulle imprese non tende a diminuire ma anzi tenderà ad aumentare con l’attuazione della riforma del sistema fiscale statale, diretta a ridurre l’aliquota nominale dell’imposta sul reddito ma ad ampliare la base imponibile tassabile. Concorrono all’aumento della pressione fiscale le diverse addizionali, i tributi locali e la permanenza dell’Irap.
Agevolazioni alle imprese
E’ essenziale che il DPEF dia un forte segnale della volontà dell’Esecutivo di puntare sulla politica a sostegno delle imprese per il rilancio del nostro Paese. L’assenza da oltre un anno di decreti di concessione a favore delle imprese che avevano presentato domande di agevolazione ha fortemente penalizzato il nostro sistema produttivo che, facendo affidamento sul sostegno pubblico, ha portato avanti gli investimenti in un contesto economico particolarmente critico.
Il rilancio degli investimenti pubblici
L’approvazione della legge obiettivo è stato un fatto molto positivo. Occorre ora ridurre i tempi della burocrazia e velocizzare quelli di attuazione delle grandi opere infrastrutturali.
L’inadeguatezza della rete infrastrutturale è comune a tutte le Regioni italiane e risulta essere un freno allo sviluppo economico a causa della sua inefficienza e della ripercussione sui costi delle imprese.
L’importanza e l’ampiezza degli interventi da realizzare e l’urgenza della loro effettiva esecuzione dovrebbero trovare già dal prossimo anno una congrua copertura che consenta di avviare i cantieri anche al fine di contribuire al sostegno della spesa pubblica per investimenti.
La spesa pubblica in beni e servizi
Sono state riscontrate notevoli difficoltà da parte di tante piccole e medie industrie, operanti nei settori merceologici interessati dal nuovo sistema di approvvigionamento della pubblica amministrazione, di accedere alle gare indette da CONSIP SpA. Le procedure di gara evidenziano infatti forniture per importi estremamente elevati ed inconsueti per il mercato nazionale tali da escludere dalla partecipazione le piccole e medie industrie, con la conseguenza che sono disattese le più elementari regole della concorrenza.
L’obiettivo deve essere quello di mediare la necessità di realizzare risparmi nella Pubblica Amministrazione senza con questo sconvolgere i mercati di riferimento in un momento di particolare debolezza della domanda.
Occorre, quindi, assicurare la piena concorrenza fra le imprese allargando la partecipazione delle imprese alle gare CONSIP e quindi il ventaglio dell’offerta.