Roma, 16 luglio 2003
si al confronto sulla manovra finanziaria
per il rilancio dell’economiaLa Confapi, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi per la presentazione del Dpef, esprime forte preoccupazione per la situazione in cui si dibatte da mesi l’industria manifatturiera, i cui recenti andamenti prospettano il rischio che si avvii una fase di vera e propria recessione.
Il documento di programmazione economico-finanziaria 2004-2007, sottolinea la Confapi, deve segnare il momento del rilancio e non trasformarsi nell’ennesima occasione perduta per lo sviluppo e la modernizzazione del Paese.
Il DPEF deve delineare soluzioni chiare per risolvere i nodi strutturali dell’economia e della finanza pubblica, senza scaricare nuovamente il costo della manovra di riduzione strutturale dei conti pubblici sulle imprese in particolare sulla piccola e media industria.
Il presidente della Confapi - Roberto Maria Radice - all’uscita da Palazzo Chigi, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa del Governo di avviare subito un dialogo con le Parti sociali per tradurre le linee programmatiche del Dpef in legge finanziaria. La Confapi, ha sottolineato Radice, è disponibile a impegnarsi ad un confronto per la ricerca di soluzioni che favoriscano la crescita dell’economia.
Dopo i pesanti tagli operati con la Finanziaria 2003 il rischio è che si vada ora configurando il definitivo azzeramento degli incentivi alle imprese, in un momento in cui gli investimenti rallentano e riducono la competitività del sistema con pesanti effetti nei prossimi cruciali anni.
Un ulteriore rischio potrebbe derivare da eventuali interventi in materia previdenziale di blocco delle pensioni di anzianità, che costituiscono l’unico
strumento di flessibilità a disposizione delle PMI, senza che nel contempo si sia varata una riforma degli ammortizzatori sociali fruibile da tutti i lavoratori.
Un ‘ulteriore rafforzamento della razionalizzazione della spesa pubblica operata per il tramite della centralizzazione degli acquisti (CONSIP) innalzerebbe la barriera all’accesso alle PMI alle gare per le forniture di beni e servizi a discapito della concorrenza nei mercati di riferimento.
La manovra di finanza pubblica deve concentrare le risorse su pochi interventi prioritari per la crescita del Paese e per sostenere la competitività del sistema industriale italiano nei mercati internazionali ed in particolare:
sostegno all’innovazione tecnologica per migliorare la qualità dei prodotti nazionali;
rafforzamento patrimoniale delle imprese per renderle finanziariamente più solide e consentire loro di affrontare i mutamenti derivanti da Basilea 2;
politiche di sostegno dell’esportazione per consolidare e accrescere le quote di mercato conquistate dalle piccole e medie imprese;
rilancio degli investimenti pubblici in infrastrutture e reti per modernizzare il Paese e ridurre il costo dei servizi.