Roma, 11 luglio 2003
LA CHIMICA NON PUO’ ATTENDERE
SETTORE A RISCHIO NECESSARIE MISURE URGENTILa chimica italiana non può più attendere. E’ questo il segnale d’allarme che è emerso dalla relazione di Giancarlo Moroli presidente Unionchimica-Confapi durante l’assemblea annuale che si è svolta oggi presso la sede dell’Api di Verona.
Il settore della chimica è ormai a rischio, sottolinea Moroli, e sono necessarie misure urgenti. La competitività dell’industria chimica italiana, ed in particolare quella delle PMI, aggiunge Moroli rischia di essere definitivamente compromessa da eccessivi oneri burocratici, complesse procedure, difficile applicazione e interpretazione delle norme, eccessiva legislazione, inadeguato funzionamento delle strutture amministrative. Con questi freni, aggiunge il presidente di Unionchimica, e con iniziative che favoriscono la nascita di posizioni dominanti sul mercato e restrittive della concorrenza, non si aiuta lo sviluppo delle piccole e medie imprese e si sottraggono risorse alla ricerca, all’innovazione, alla formazione, alla qualità, alle conoscenze tecnico-scientifiche.
Delle 4.000 imprese chimiche operanti in Italia, sottolinea Moroli, il 95% è costituito da PMI. Queste incidono per oltre il 50% della struttura occupazionale e, ormai, per circa il 60% del fatturato globale del settore, rispetto al 15% dell’ENI ed al 25% delle multinazionali.
Questi numeri, conclude Moroli, sono gli indicatori del grande rilievo che riveste oggi nel nostro Paese la chimica di formulazione, in specie, quella di specializzazione e di nicchia, che sono terreni propri delle PMI. A questa realtà il Governo deve finalmente rivolgere una specifica e particolare attenzione con l’adozione di politiche che ne favoriscano lo sviluppo e la crescita dimensionale.
In conclusione, il presidente di Unionchimica, ha sottolineato con rammarico il mancato raggiungimento di un Contratto unico per le aziende di Unionchimica, nonostante nel settembre 2001 fosse stato sottoscritto con la FULC l’accordo per l’unificazione contrattuale, che prevedeva un unico testo per le aziende dei settori chimica-concia, plastica-gomma, ceramica-abrasivi e vetro. Giancarlo Moroli ha invitato, quindi, le Organizzazioni sindacali dei lavoratori chimici a rivedere le loro politiche, riconoscendo che solo le PMI potranno garantire, se opportunamente sostenute, ulteriore crescita occupazionale, che invece non potrà essere assicurata né da una dimensione di impresa, che in Italia è praticamente scomparsa, né dalle multinazionali.
Unionchimica-Confapi associa oltre 3 mila aziende dei settori chimica-concia, plastica-gomma, ceramica-abrasivi e vetro.