Roma, 11 marzo 2003

ENERGIA: ANCORA RITARDI NELL’EFFETTIVA LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO

 

La cessione della terza Genco da parte di Enel si è sbloccata da più di un mese, ciò dovrebbe consentire anche alle aziende non energivore, con consumi annui superiori a 100.000 kWh per una spesa lorda di circa 15.000 euro annue, di entrare nel mercato libero a partire dal 1° maggio. A tal fine, è necessaria una delibera dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas che definisce i nuovi clienti idonei e le procedure da seguire per accedere al libero mercato.

 

L’Autorità è però in estremo ritardo nella pubblicazione di tale delibera e pertanto si corre il rischio che le imprese non possano cogliere tale opportunità a partire dal 1° maggio, infatti bisogna considerare il tempo necessario a disdire i vecchi contratti di fornitura, 30 giorni, e quello necessario a seguire l’iter burocratico per divenire clienti idonei.

 

Tutto ciò ancora a discapito delle piccole e medie imprese.

 

Pertanto, CONFAPI sollecita l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas affinché venga pubblicata al più presto la delibera attuativa evitando ulteriori ritardi.

Il mercato dell’energia elettrica e la sua liberalizzazione ha accumulato in Italia un ritardo nelle riforme ben superiore a quello degli altri Paesi europei. Infatti, se si effettua un confronto dei prezzi dell’energia elettrica nei Paesi europei, si rileva che i costi di energia pagati dalle imprese italiane, al netto delle imposte, risultano mediamente più alti. Nei Paesi in cui il processo di liberalizzazione é stato più profondo si é registrata una più forte riduzione dei prezzi, anche se questi dipendono dalle caratteristiche del sistema di generazione e, quindi, dall’andamento dei prezzi del petrolio e del gas.

 

Il sistema industriale che CONFAPI rappresenta ha, mediamente per ciascuna azienda, consumi annui di energia elettrica pari a 250.000 KWh ed a 29 mila mc di gas metano, complessivamente usato per il ciclo produttivo e per il riscaldamento. Le aziende associate hanno rilevato che, nell’anno 2002, mediamente, il costo dell’energia ha inciso per il 6% sul costo delle materie prime.