Roma, 25 febbraio 2003

Il nuovo contratto è una grande opportunità per lo sviluppo industriale
Tiene l'occupazione nelle Pmi nonostante l'incertezza internazionale

Un modo nuovo di affrontare il rinnovo contrattuale. Questa la sfida delle piccole e medie imprese  aderenti a Unionmeccanica Confapi che giovedì scorso hanno iniziato a discutere con i rappresentanti sindacali le nuove piattaforme dei metalmeccanici.

"Il contratto deve essere centrato sulla piccola e media industria e verrà affrontato  senza pregiudiziali, ha dichiarato Ida Vana, presidente di Unionmeccanica Confapi e deve essere uno strumento che permetta  all'impresa di essere competitiva, e non un ulteriore fattore di rigidità. Sulla partita contrattuale si gioca la possibilità dell'impresa di reggere nel futuro, e per questo il negoziato dovrà essere orientato a garantire sviluppo  e non assecondare logiche anacronistiche".

Che cosa chiedono, dunque, le piccole e medie industrie?

"Innanzitutto è necessario evidenziare quali sono i fattori di sviluppo nel nostro attuale sistema. Abbiamo identificato a questo proposito quattro aree: la formazione professionale, che deve essere orientata alla polivalenza e alla trasversalità delle competenze; il reperimento di professionalità adeguate, attraverso un più stretto legame con gli ambiti formativi e attraverso un processo di fidelizzazione del personale; altro punto riguarda la semplificazione degli adempimenti normativi in materia di lavoro; per ultimo la formulazione di contratti adeguati alle Pmi che tengano conto della  flessibilità necessaria alle nostre aziende e dell’effettiva compatibilità dei costi per l'attività aziendale".

Come giudica il tentativo di affrontare il rinnovo contrattuale con piattaforme separate?

"Auspichiamo di riuscire a trovare un accordo unitario, nel rispetto delle regole del protocollo del 23 luglio, punto centrale che accomuna in questa prima fase tutte e tre le organizzazioni sindacali e la nostra categoria datoriale . Credo infatti che se ci sarà ragionevolezza ed una effettiva volontà di trovare un punto di contatto da parte di tutti, sapremo cogliere anche questa occasione per migliorare la competitività del nostro sistema produttivo. Il 10 marzo – ha aggiunto Ida Vana – ci rivedremo per un primo affondo sui temi principali che abbiamo concordemente individuato con le organizzazioni sindacali.

Come si muovono le imprese metalmeccaniche in questo momento di incertezza economica? "Purtroppo non abbiamo dati incoraggianti circa la possibile ripresa a breve dei mercati, ma tra i nostri  imprenditori non manca la fiducia. Con uno nostro studio presentato alle parti sindacali, abbiamo evidenziato la sostanziale tenuta del livello occupazionale nonostante una previsione di fatturato stazionario nel 2003. E' comunque evidente che l'attuale momento di stallo sia  dovuto a fattori esterni riconducibili alla situazione politica ed economica internazionale. Le piccole e medie imprese mantengono dunque la loro capacità di assicurare occupazione, e di continuare a fare investimenti  e si dichiarano  pronte a cogliere i primi spiragli di recupero non appena questi si presenteranno".