Roma, 28 gennaio 2003

Firmato Accordo di Settore Confapi-Ministero Attività Produttive

Il giorno 28 Gennaio 2003 l’On. Roberto Maria Radice, Presidente Nazionale della Confapi, e l’On. Adolfo Urso, Viceministro alle Attività Produttive con delega al Commercio Estero, hanno firmato l’Accordo di Settore finalizzato al sostegno della presenza delle PMI sui mercati internazionali.

«Gli accordi sono uno degli strumenti per "fare sistema", sottolinea il Viceministro Adolfo Urso, per fare in modo che il l’Italia faccia sempre più squadra. Istituzioni, associazioni di categoria, enti e strumenti per l’internazionalizzazione possono e devono lavorare sempre di più assieme per affrontare al meglio la grande sfida dei mercati internazionali. Il Governo vuole essere in questo modo più vicino possibile alle imprese, in particolare, alle piccole e medie che costituiscono il 92% del nostro sistema produttivo».

Nell’attuale contesto economico caratterizzato da una competitività crescente e da continue perdite di quote di mercato, la Confapi – sottolinea il Presidente Roberto Maria Radice - sempre più spesso invoca un chiaro e deciso impegno delle Istituzioni a sostegno del "Made in Italy", da realizzare - in modo particolare - attraverso le leve dell’innovazione, della ricerca tecnologica e del sostegno all’internazionalizzazione.

In questo scenario fortemente dinamico la CONFAPI ha sviluppato significativi rapporti di collaborazione con i principali Ministeri, Enti ed Istituzioni preposti all’internazionalizzazione - quali il Ministero delle Attività produttive, il Ministero degli Affari Esteri e l’Ice - per la realizzazione di progetti congiunti a sostegno delle PMI italiane all’estero.

La firma dell’Accordo di settore – sempre secondo il Presidente Radice – rappresenta quindi un importante momento di confronto e collaborazione tra il sistema imprenditoriale privato e il sistema istituzionale pubblico per la definizione di politiche e strumenti adeguati, capaci di rendere più efficace e stabile la proiezione internazionale del sistema delle piccole e medie imprese.

Lo scenario competitivo internazionale

Nell’attuale quadro congiunturale si registra una chiara perdita di competitività a livello mondiale della produzione italiana; nei primi 7 mesi del 2002, le esportazioni italiane di merci hanno subito una flessione del 2%, con punte negative nella UE (- 4%) ed in particolare in Germania (- 9%).

Di fronte ad un simile scenario, le indicazioni che provengono dalla Finanziaria 2003 non sembrano andare nella corretta direzione. Infatti, si è disposta per il 2003 una contrazione pari al 6% (da 77,5 milioni di euro nel 2001 agli attuali 64,4) dei fondi da destinare alla realizzazione delle attività promozionali dell’Ice per l’anno in corso, sono stati decurtati gli importi destinati alla collaborazione con i paesi dell’Europa centrale, orientale e con l’ex-Urss, e si è operata una consistente riduzione anche degli strumenti gestiti dalla Simest.

Le PMI rappresentano in Italia il "cuore" dell’internazionalizzazione: va ricordato infatti che su un totale di oltre 175.000 imprese esportatrici italiane, il 93% di esse è costituito da aziende fino a 49 addetti; di queste, il 42% circa (pari a 73.166 aziende) conta fino a 4 addetti.

Nella strategia di sostegno alle PMI che esportano, la Confapi auspica altresì che vengano realizzati gli Sportelli Unici Regionali, non ancora presenti in tutte le regioni italiane, grazie ai quali sarebbe possibile - secondo la logica dell’"One Stop Shop" - realizzare una più incisiva azione di sostegno per le imprese che affrontano i mercati internazionali.

Inoltre, considerati i crescenti tentativi di contraffazione a danno dei prodotti tipici del "Made in Italy" in tutti i settori - dall’agro-alimentare all’alta tecnologia ed al design – si impone la necessità di individuare e tutelare le peculiarità della produzione nazionale, quale elemento fondante del "valore" e della qualità delle nostre esportazioni. A tale proposito si ricorda che il collegato alla Finanziaria 2003 ha previsto solamente l’introduzione di misure di tutela contro tentativi di contraffazione di marchi aziendali, brevetti e proprietà intellettuale, ma non una difesa più generale e completa del "Made in Italy", a garanzia della provenienza nazionale del prodotto.

Nel contempo la UE ha approvato una proposta di regolamento per rafforzare i poteri delle dogane e sta studiando l’introduzione di pene dissuasive a tutela della proprietà intellettuale. Secondo dati recenti, nel 2001 le autorità doganali UE hanno sequestrato oltre 90 milioni di articoli contraffatti.

In modo particolare, alle soglie del Semestre italiano di Presidenza dell’Unione e della conclusione dei lavori della Convenzione Europea, sarebbe opportuno individuare una adeguata strategia di protezione, di concerto con l’attuale Presidenza greca, la quale ha già indicato proprio la lotta alla contraffazione fra le priorità del suo programma.

Allo stesso modo e sempre nel segno della continuità con il semestre di Presidenza Ue greco, dovrebbe essere posta un’attenzione particolare allo sviluppo dei rapporti economici e commerciali con i paesi dell’Europa orientale e balcanica, di prossima adesione alla UE, nonché alla "direttrice" mediterranea, quale importante area di opportunità e sviluppo per le regioni del Meridione.