Roma, 23 gennaio 2002

Lettera aperta del presidente della Confapi 
Roberto Radice ai Sindacati.
E’ ora di essere concreti, 
le politiche del lavoro vanno affrontate

Carissimi Cofferati, Pezzotta e Angeletti,

la Confederazione delle piccole e medie industrie italiane, rappresenta una cospicua quota delle circa 200.000 aziende del settore manifatturiero del Paese che occupano oltre 4 milioni di addetti. Per noi, come del resto per voi, le questioni del lavoro, dal collocamento all’assunzione diretta, dagli ammortizzatori sociali all’apprendistato, costituiscono la ragione del nostro impegno, della nostra esistenza. Vogliamo perciò invitarvi a una riflessione su ciò che potrebbe accadere di qui a qualche mese se non decidiamo insieme al più presto quale strada imboccare.

Gli ultimi preoccupanti dati resi noti dall’Istat segnalano a novembre 2001 un calo della produzione industriale del 5,8% rispetto al novembre 2000 e del 2,6% rispetto ad ottobre 2001. A ciò si accompagna una riduzione dei prezzi dei prodotti industriali dello 0,3% e un incremento del costo del lavoro per unità di prodotto del 6% nel periodo luglio-settembre 2001.

Il Governo Berlusconi, sotto la spinta dell’evoluzione insoddisfacente dell’economia e sulla base delle istanze degli imprenditori delle pmi, che sempre di più - rispetto a una grande industria in perenne crisi e in perenne stato di ristrutturazione - sono l’elemento su cui si fonda la coesione sociale ed economica dell’Italia, ha assunto alcune direttive entrate nella legge delega in materia di sostegno all’occupazione e riforma del sistema previdenziale. Materie decisive, tutte ugualmente impegnative per le imprese e per i sindacati.

Oggi le parti sociali possono avere un ruolo determinante nel proporre al Governo e al Parlamento soluzioni concordate che trasformino le linee guida dei disegni di legge in provvedimenti applicativi. Non vorremmo che tutto questo positivo lavoro, che i destinatari di tale provvedimento - imprese e lavoratori, Confederazioni imprenditoriali e sindacali, possono, attraverso un negoziato costruttivo, rendere applicabile al mondo del lavoro, salti su due questioni tutto sommato marginali: la sperimentazione di una modifica dell’art. 18 della legge 300 e la decontribuzione per alcuni pochi neo-assunti.

L’invito di Confapi è di aprire immediatamente un tavolo con i sindacati dove si discuta di tutta la legge delega, misurando nel concreto la capacità delle proposte del Governo di far crescere l’occupazione.

Roberto Maria Radice
Presidente Confapi