ROMA, 29 NOVEMBRE 2001
IMMIGRAZIONE: REGOLE CHIARE, TEMPI CELERI E MINOR BUROCRAZIA
L’attuale
normativa in materia di immigrazione, ha sottolineato Roberto Radice presidente
della Confapi, appare inadeguata a soddisfare le esigenze che le nostre imprese
hanno di assumere personale extracomunitario e l’impressione che abbiamo è
che si tenda ad irrigidire ulteriormente le procedure.
Le piccole imprese, invece hanno necessità di poter contare su regole chiare,
tempi celeri e minor "burocrazia" possibile.
Noi riteniamo, ha aggiunto il presidente della Confapi durante l’audizione al
Senato per l’esame del Disegno di legge sull’immigrazione, che senza dover
ricorrere a generalizzate operazioni di sanatoria si debba congegnare un
meccanismo di rapida esigibilità per la regolarizzazione “ad personam” del
lavoratore.
Il presidente Radice ha poi sottolineato, come elemento qualificante del Disegno
di legge, l’orientamento della cooperazione internazionale a favorire
l’adozione da parte dei Paesi extracomunitari di politiche di effettivo
contrasto dello sfruttamento criminale dell’immigrazione clandestina.
Il presidente della Confapi, inoltre, sottolineando che le PMI sono la
principale fonte di occupazione nel nostro Paese e che uno dei
principali problemi è quello di trovare manodopera specializzata, ha
apprezzato le disposizioni previste per privilegiare l’ingresso degli
stranieri che abbiano svolto un percorso formativo nei loro Paesi di origine
sulla base di programmi di formazione professionale.
Altri elementi qualificanti del provvedimento, ha aggiunto il presidente della
Confapi, sono: l’integrazione degli stranieri fondata sul reale inserimento
nel mondo del lavoro; la durata del permesso di soggiorno commisurata alla
durata del relativo contratto di lavoro; la determinazione delle quote di
ingresso per motivi di lavoro predisposta anche con decreti infrannuali in base
ai dati sull’effettiva richiesta di lavoro; l’immediata operatività
dell’espulsione dell’irregolare con accompagnamento alla frontiera; la
razionalizzazione dei ricongiungimenti fAMILIARI.
Il presidente della Confapi ha
sottolineato, inoltre, la necessità di alcuni correttivi che risolvano i
principali problemi che emergono
volendo assumere un lavoratore extracomunitario:
- ritardo delle autorizzazioni degli Uffici del lavoro provinciali, a seguito
delle domande provenienti dalle aziende;
- domande di autorizzazione superiori ai posti realmente disponibili, con disagi
per le aziende e false aspettative per gli immigrati.
Vi è infine un problema relativo alle abitazioni ha aggiunto Radice. Il
contratto di lavoro per un extracomunitario è caratterizzato, infatti, dalla
prestazione da parte del datore di lavoro di una garanzia di un’adeguata
sistemazione abitativa, nonché dall’impegno dello stesso datore di lavoro al
pagamento delle spese di rientro nel paese di provenienza del lavoratore. Questa
serie di lungaggini burocratiche e oneri per il datore di lavoro creano alle
aziende oltre che difficoltà organizzative interne, anche dei costi dal punto
di vista economico.
Risulta utile, ciò che stanno promovendo alcune Regioni con la creazione di
siti Internet ad hoc, per la creazione di una banca dati con domande e
offerte di lavoro stagionale da parte di aziende e lavoratori extracomunitari.
Accanto ad uno snellimento della
procedura, che tenga in maggior conto l’elemento dell’autocertificazione
aziendale, risulta evidente l’assoluta necessità di governare a monte i
flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari in Italia. Non possiamo
accorgerci, ha concluso il presidente Radice, dopo avere fatto entrare nel
nostro paese un esercito di generici, moltissimi dei quali risulteranno
disoccupati, che avevamo bisogno, ad esempio, di operatori qualificati su
strumentazione a “controllo numerico”.