CONFAPI

DOCUMENTO TECNICO PER LA GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE

35 ORE
LE RAGIONI DELLE PICCOLE E MEDIE INDUSTRIE

23 FEBBRAIO 1998

 

 

N° Aziende

N° Addetti

1 - 49

219.595

= 94,83%

1.969.704

45,49%

50 - 199

9.806

= 4,23%

881.859

20,36%

200 - 499

1.547

= 0,67%

460.253

10,63%

> 500

626

= 0,27%

1.018.617

23,52%

 

  1. In un’azienda con organico di 25-30 lavoratori non vi sono sette posizioni di lavoro che svolgono la medesima attività. La riduzione di 5 ore di lavoro non è quindi trasferibile in un’assunzione in più, se non per attività attualmente organizzate su sette o multipli di sette medesime posizioni di lavoro.
  2. La manodopera qualificata è difficilmente reperibile, specialmente nelle aree del Centro-Nord. Se quindi anche fosse possibile provvedere ad un’assunzione, questa non è attuabile proprio per mancanza di lavoratori professionalizzati. Nel caso di un’azienda che possa assumere il personale necessario a ricostituire la prestazione lavorativa, anche l’assunzione in più verrebbe gravata di un costo orario del +14,3%.

 

  1. Finanziamenti necessari ad una riorganizzazione degli impianti. Le risorse dello Stato sono limitate dalla politica di bilancio che deve garantire il mantenimento di un saldo primario molto consistente per i prossimi 10-15 anni, destinando le entrate fiscali alla riduzione del rapporto Debito-PIL, ora superiore al 122%, e le risorse pubbliche sono scarse e già destinate.
  2. Le risorse delle pmi sono insufficienti, visto l’elevato livello di indebitamento a breve con il sistema creditizio, lo scarso se non nullo accesso al mercato dei capitali riservato alle poche grandi imprese quotate in Borsa, la non operatività di strumenti finanziari innovativi riservati alle pmi quali i fondi chiusi o i prestiti partecipativi e gli effetti, ancora tutti da valutare, dell’IRAP che incide negativamente proprio sulle aziende più indebitate.
  3. Assunzione di manodopera qualificata non reperibile sul mercato.