Commissioni Riunite VI e X - Resoconto di martedì 27 aprile 2004

SEDE REFERENTE

Martedì 27 aprile 2004. - Presidenza del presidente della VI Commissione Finanze Giorgio LA MALFA. - Interviene il Sottosegretario per l'economia e le finanze Gianluigi Magri.

La seduta comincia alle 12.40.

Interventi per la tutela del risparmio.
C. 2436 Armani, C. 4543 Benvenuto, C. 4551 Lettieri, C. 4586 La Malfa, C. 4622 Diliberto, C. 4639 Fassino, C. 4705 Governo, C. 4746 Antonio Pepe, C. 4747 Letta e C. 4785 Lettieri.
(Seguito dell'esame e rinvio).

Le Commissioni proseguono l'esame, rinviato, da ultimo, il 22 aprile 2004.

Sergio GAMBINI (DS-U), relatore per la X Commissione, osserva preliminarmente che, diversamente da quanto inizialmente previsto, si profila per i relatori - anche alla luce del dibattito svoltosi e delle osservazioni formulate dai colleghi sulla proposta di articolato - un lavoro di aggiustamento del testo assai complesso, che richiede tempi più ampi di quelli programmati. Alcune questioni emerse nel dibattito della scorsa settimana possono comunque essere sin d'ora chiarite.
Numerosi colleghi hanno innanzitutto sollevato il problema di alcune materie non affrontate nella proposta di articolato, quale, in particolare, la class action. Si tratta effettivamente di un tema assai importante, attualmente all'esame della Commissione Giustizia della Camera. La materia solleva peraltro questioni controverse, recate dalla complessità dell'inserimento nell'ordinamento italiano di tale istituto; questi aspetti, sui quali si è espressa la X Commissione in sede consultiva, potranno senz'altro essere approfonditi dalla Commissione di merito. In ogni caso, essendo il provvedimento in una fase avanzata del proprio iter, i relatori, come già evidenziato in sede di relazione, ritengono non opportuno che le Commissioni si sovrappongano a tale lavoro. Sarà cura della Conferenza dei Presidenti di Gruppo predisporne la calendarizzazione affinché il percorso legislativo del provvedimento, pur procedendo autonomamente, possa proseguire in parallelo con l'esame delle disposizioni in materia di tutela del risparmio.
È stato posto, in secondo luogo, il problema della istituzione di sezioni giurisdizionali specializzate. Occorre in proposito ricordare il recente annuncio della presentazione, da parte del Governo, nella forma di un disegno di legge, delle conclusioni della Commissione costituita presso l'Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia e presieduta dall'avvocato Trevisanato. La bozza del disegno di legge predisposta prevede, all'articolo 7, l'istituzione di sezioni specializzate, seppure per ciò che concerne la materia fallimentare; non appaiono quindi opportune, anche in questo caso, sovrapposizioni tra il lavoro delle Commissioni e l'iniziativa legislativa del Governo. Sembra più appropriato, ad avviso dei relatori, rimettere alla II Commissione - cui spetterà l'esame in sede referente del disegno di legge - il compito di intervenire sulla materia.
Ulteriori tema sollevato è quello degli analisti finanziari, sul quale appare non opportuno intervenire, essendo già a buon punto l'iter di un provvedimento in materia, approvato dalla Camera e attualmente all'esame della Commissione finanze del Senato. Potrebbe piuttosto essere utile prevedere, in quella sede, l'allargamento delle questioni affrontate dal provvedimento, inserendovi tematiche quale, ad esempio, quella riguardante le agenzie di rating.
Diversi colleghi hanno poi segnalato l'eccessiva presenza di deleghe nel provvedimento. Come già evidenziato in sede di relazione, è intenzione dei relatori trasformarle in disposizioni puntuali. Ciò vale innanzitutto per la disciplina del market abuse, ma anche per tutte le altre deleghe previste. Ribadisce come sia ferma intenzione dei relatori lavorare su tali discipline.
Numerosi interventi, non solo dei componenti delle Commissioni - cita in proposito un recente intervento del sottosegretario Vietti a Il Sole 24 Ore -, hanno invitato a prestare maggior attenzione alle norme europee già definite o in corso di definizione sulle materie recate dal provvedimento, al fine di non distanziare la normativa italiana dalla disciplina comunitaria. Si riferisce, ad esempio, alle norme riguardanti i revisori contabili delle società e il previsto regime di incompatibilità, che non appare omogeneo con la normativa europea. Sottolinea come sia impegno dei relatori verificare puntualmente tutte le disposizioni in tale prospettiva. A tale proposito, segnala la proposta del commissario europeo Bolkestein per l'istituzione di una commissione europea di studio, che, tra l'altro, elenchi nel dettaglio tutte le attività incompatibili con quelle di revisore, come peraltro già disposto dal Sarbanes-Oaxley Act: su tali basi sarà cura dei relatori definire una disciplina che si collochi nell'alveo europeo.
Passando quindi ad affrontare le due principali questioni sulle quali si sono concentrati i lavori delle Commissioni della scorsa settimana, ricorda, con riferimento al Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, che - come già sottolineato dall'onorevole Conte - non era intenzione dei relatori attribuire al CICR un ruolo maggiore di quello attualmente svolto. Si voleva piuttosto sottolineare l'esigenza di un coordinamento tra le diverse Autorità di vigilanza e di una loro maggiore collaborazione rispetto al passato. La rilettura del testo, a seguito delle osservazioni formulate, ha comunque evidenziato alcuni punti problematici: l'allargamento del perimetro di azione del CICR, esteso non solo alla Banca d'Italia ma anche all'Amef e all'Autorità Antitrust; l'estensione dei poteri del CICR anche alle attività di indirizzo; il problema dell'opponibilità del segreto d'ufficio. La prospettiva sinora ipotizzata dai relatori sarebbe quella, al fine di contemperare tali diverse esigenze, di mantenere in capo al CICR le competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente, individuando altresì un'apposita sede cui affidare i compiti di coordinamento tra le Autorità, esigenza peraltro segnalata anche nella nota pervenuta dall'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato. Segnala al riguardol'ulteriore problema recato dal trasferimento all'Amef di alcune competenze della Banca d'Italia - in particolare quelle recate dal titolo VI del Testo unico bancario - sulle quali è attualmente previsto il parere del CICR. Occorrerà quindi tenere conto anche di tale aspetto nel definire una disciplina che eviti che il CICR divenga un organo di indirizzo, ma che, nel contempo, consenta di risolvere il problema del coordinamento tra le Autorità.
Circa la questione relativa alla Banca d'Italia, l'orientamento dei relatori sarebbe quello di mantenere il carattere monocratico dell'azione della Banca d'Italia sugli aspetti riguardanti la stabilità; accanto a tale indirizzo vi è la prospettiva di prevedere che il mandato a termine del Governatore venga specificato dalla legge, con l'indicazione della sua durata. Ricorda che l'attuale meccanismo di nomina prevede la designazione del Governatore da parte del Consiglio superiore dell'istituto e la successiva nomina, previa delibera del Consiglio dei ministri, con decreto del Presidente della Repubblica. Su tale meccanismo si è concentrato il lavoro dei relatori, prevedendone il sostanziale mantenimento, ma inserendovi il parere della Commissione parlamentare per la tutela del risparmio e i mercati finanziari. Si tratta di un meccanismo di nomina che avrebbe una forte caratterizzazione concertativi, o per così dire «consociativa», nel prevedere un rapporto dialettico tra Consiglio superiore della Banca d'Italia, Esecutivo e Parlamento, e che potrebbe consentire di superare il carattere conflittuale o patologico dei rapporti tra tali diversi poteri. In tale quadro potrebbe esser quindi definito il mandato a termine del Governatore ed insieme valorizzato il ruolo del Parlamento, nella fase di approvazione della proposta formulata dal Consiglio superiore.
Ritiene, in conclusione, di aver ricordato i principali aspetti sui quali i relatori si sono concentrati e sui quali sono in grado di indicare una linea di soluzione, che li vede impegnati comunemente. Vi è naturalmente ancora molto lavoro da compiere, al fine di recepire tutte le indicazioni pervenute dai colleghi, che non sempre si pongono nella medesima direzione; i relatori tenteranno quindi di trovare dei punti di accordo tra le diverse posizioni, che non snaturino tuttavia l'impostazione sinora data al lavoro delle Commissioni.

Gianfranco CONTE (FI), relatore per la VI Commissione, condivide l'esaustiva illustrazione del relatore Gambini, osservando come il lavoro dei relatori abbia potuto giovarsi delle osservazioni formulate dai commissari e dai soggetti ai quali i relatori avevano chiesto di far giungere rilievi e suggerimenti.
Evidenziata la complessità del provvedimento, esprime soddisfazione per il pieno accordo che ha contrassegnato l'opera dei relatori nella predisposizione dell'articolato, e nelle metodologie da perseguire per pervenire ad un risultato utile, per il quale, come già segnalato dal collega Gambini, sarà necessario disporre di qualche giorno in più rispetto a quanto originariamente previsto.
Fa presente che fino a questo momento si è giunti a una definitiva messa a punto dell'articolato per quanto attiene 12 articoli, evidenziando come la complessità tecnica della materia, oltre alla sua delicatezza politica, renda necessario un adeguato lasso di tempo per giungere a soluzioni equilibrate e meditate su tutte le questioni.
Per quanto riguarda la discussione in Assemblea, riterrebbe sufficiente rinviarne l'inizio dalla data, originariamente ipotizzata, del 10 maggio, a quella del 17 maggio. Sottolinea come il maggior tempo a disposizione potrà essere utilizzato anche per avviare alcuni contatti informali con l'altro ramo del Parlamento sui temi di maggior rilievo, onde evitare che eventuali fraintendimenti circa le ragioni sottese a talune scelte normative possano ostacolare senza effettive ragioni politiche l'iter del provvedimento.
Esprime quindi il convincimento che sussistano le condizioni per una positiva conclusione dell'esame del provvedimento.