CAMERA DEI DEPUTATI - XIV LEGISLATURA
Resoconto della X Commissione permanente
(Attività produttive, commercio e turismo)

Martedì 11 marzo 2003


Interrogazione a risposta in Commissione 5-01650
presentata da GONARIO NIEDDU mercoledì 12 febbraio 2003 nella seduta n.264



NIEDDU e LULLI. - Al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:

il 2005 segnerà un grande cambiamento nel commercio mondiale dei tessili e dell'abbigliamento, poiché sarà l'anno della soppressione di tutti i contingenti attualmente applicati dai membri della Organizzazione mondiale del commercio (OMC);

il commercio delle produzioni tessili e dell'abbigliamento rappresentano punti di forza dei nostri sistemi distrettuali e di piccola impresa e che tale questione solleva importanti problematiche, come ha ricordato il Commissario dell'Unione europea per il commercio Pascal Lamy il 18 dicembre 2002 a Bruxelles durante l'incontro con una delegazione dell'Associazione città tessili europee;

tali problematiche riguardano il nucleo fondamentale della agenda OMC di Doha per lo sviluppo del commercio mondiale: promozione dello sviluppo, commercio libero e leale, libero accesso ai mercati a livello mondiale con reciprocità di tariffe e superamento dei numerosi ostacoli burocratici e non tariffari;

i prossimi 5 e 6 maggio 2003 a Bruxelles la Commissione europea ha convocato un simposio su tali questioni per approntare la strategia per i prossimi negoziati e le prossime scadenze, in particolare quella del 1o gennaio 2005 che avrà un grande impatto sulla nostra economia -:

se e come il Governo intenda partecipare a tale evento;

se si ritenga utile avviare una consultazione fra le parti sociali ed economiche e/o convocare una conferenza nazionale che riunisca gli stati generali del sistema moda per mettere a punto in modo più efficace e condiviso le proposte italiane per fornire il contributo migliore possibile all'elaborazione delle posizioni europee da tenere ai prossimi negoziati OMC dove il made in Italy abbia il posto che merita proprio per le potenzialità economiche ed occupazionali che esprime in Italia e nei processi di globalizzazione dell'economia.(5-01650)

 

5-01650 Nieddu: Tutela del «made in Italy» nell'ambito dei negoziati del WTO.

Il viceministro Adolfo URSO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato), rilevando, tra l'altro, che il livello dell'esportazione di prodotti tessili cinesi nel mercato USA risulta, al momento, raddoppiato, a scapito di altri Paesi del sud-est asiatico; richiama quindi l'impegno del Governo per favorire una maggiore tutela del diritto di proprietà intellettuale e per rendere più efficace la lotta alla contraffazione.

Andrea LULLI (DS-U), replicando, segnala che il settore tessile, dell'abbigliamento e delle calzature è percorso da grande inquietudine e preoccupazione; a fronte di tale situazione, esprime l'auspicio che Governo e Parlamento, con uno sforzo, comune riescano finalmente ad affrontare in modo efficace i problemi del settore, di fronte al quale, peraltro, si configura una prospettiva di notevole difficoltà. Invita quindi il rappresentante del Governo ad adoperarsi affinché le prossime occasioni a livello internazionale possano vedere il nostro Paese - e l'intera Europa - impegnato in iniziative che favoriscano la liberalizzazione degli scambi, anche verificando eventuali fenomeni di dumping, nonché ad attivare misure di sostegno a favore del settore, riconoscendone la sensibilità rispetto alle tematiche ambientali e di tutela della salute.

Ruggero RUGGERI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

Interrogazione n. 5-01650 Nieddu: Tutela del «made in Italy» nell'ambito dei negoziati del WTO.

TESTO DELLA RISPOSTA

Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo indicato in oggetto si segnala quanto segue.
Il settore tessile abbigliamento rappresenta un voce molto importante della nostra economia, in termini di fatturato, di occupazione e di esportazione.
Questo settore, come altri, sta attraversando un periodo di crisi, dovuta a una congiuntura internazionale negativa dovuta anche ad una perdita di competitività del prodotto italiano sui mercati esteri, a causa della enorme concorrenza dei Paesi asiatici.
In base alle vigenti direttive comunitarie, fino al 2004 le importazioni di alcuni prodotti tessili e dell'abbigliamento dal Sud-est asiatico nella Comunità europea sono sottoposti a sorveglianza, o comunque a limiti quantitativi (contingenti), per poterne controllare i flussi e difendere il mercato interno.
A partire dal 2005, secondo quanto stabilito nel corso dell'Uruguay Round, saranno aboliti tali vincoli quantitativi all'importazione di prodotti tessili nell'UE, poiché il settore Tessile-Abbigliamento cesserà di esistere, in quanto sarà completamente integrato nel GATT.
Al fine di evitare un impatto violento, già a partire dal 1995 vi è stata una fase di transizione verso il nuovo regime, basata su quattro tappe, nel corso delle quali sono stati liberalizzati alcuni prodotti, a seconda del loro grado di sensibilità o meno sul mercato.
L'avvicinarsi del 2005 da parte degli operatori italiani e comunitari del settore è visto con preoccupazione, temendo soprattutto un massiccio aumento delle importazioni dai Paesi asiatici, poiché tali importazioni vengono effettuate spesso a prezzi molto bassi, grazie anche al basso costo della manodopera locale.
La Comunità europea, per combattere tali comportamenti e non creare perturbazioni sul mercato, dispone di alcuni strumenti di difesa commerciale, che sono l'antidumping e la clausola di salvaguardia, in casi estremi.
Con l'entrata della Repubblica Popolare Cinese nell'OMC cresce la preoccupazione anche per le importazioni da quel Paese, il quale costituisce un pericoloso concorrente, non solo per i Paesi della Unione Europea, ma anche per altri, come ad esempio India, Pakistan e le Filippine. Nel protocollo di adesione all'OMC della Repubblica Cinese, comunque, è stata prevista una clausola di salvaguardia speciale, che resterà in vigore fino al 2008.
Per rimanere nell'ambito delle misure di protezione, occorre segnalare i vari negoziati multilaterali fra i vari Paesi membri dell'OMC, che si sono succeduti dagli anni '40 in poi, sotto l'egida del GATT; tali negoziati hanno portato a livelli daziari diversi, secondo il livello di partenza degli stessi e secondo il grado di sviluppo specifico del Paese di riferimento, non essendo il principio di reciprocità un criterio utilizzato in tale contesto per arrivare a riduzioni tariffarie
Durante la IV Conferenza Ministeriale OMC, svoltasi a Doha nel novembre 2001 si è avviato un negoziato, tuttora in corso,

per la elaborazione delle modalità secondo le quali si procederà all'abbattimento ulteriore dei dazi.
Occorre segnalare che l'Unione Europea ha proposto una «compressione» delle singole tariffe, al fine di giungere ad una «armonizzazione» delle stesse e a un'ulteriore riduzione da parte di tutti i Paesi membri del WTO per i settori tessile-abbigliamento e calzaturiero, per arrivare ad una protezione quanto più possibile allo zero.
Anche gli USA hanno avanzato una proposta di riduzione delle tariffe differita in più tappe, fino ad arrivare, nel 2015, alla totale soppressione dei dazi.
Non sono state ancora avviate, nel corso dello stesso negoziato, discussioni approfondite nell'ambito degli ostacoli non tariffari.
La Commissione Europea, per discutere con tutti i soggetti coinvolti nelle problematiche del settore tessile e per gli sviluppi del settore, ha organizzato due seminari, il primo per il prossimo 20 marzo ed il secondo nel prossimo mese di maggio, giorni 5 e 6, a Bruxelles. In particolare il seminario del 20 marzo 2003 riguarderà «il futuro dell'industria tessile e dell'abbigliamento in una Europa allargata», mentre quello di maggio avrà come oggetto «il futuro del commercio del tessile e dell'abbigliamento dopo il 2005».
Ad entrambe le manifestazioni l'Italia parteciperà con una delegazione di alto profilo, proprio per sottolineare l'importanza che tale settore riveste per l'economia italiana
Per vincere la sfida della competitività con iniziative, sul piano nazionale, sono all'esame iniziative sul piano nazionale, quale, ad esempio, l'istituzione di un marchio obbligatorio «Made in Italy» ed una attività promozionale all'estero, volta a valorizzare il sistema moda italiano, da sempre simbolo di qualità e di successo.
Per meglio coordinare gli interessi e le posizioni di tutti i soggetti coinvolti nel settore del tessile-abbigliamento, il Ministero Attività Produttive ha aperto un Tavolo Moda, che si riunirà per tutto il mese di marzo, organizzato in gruppi di lavoro. Saranno affrontate problematiche quali ricerca ed innovazione, lotta alla contraffazione, azioni comunitarie nonché problematiche di politica commerciale in vista dei prossimi negoziati nell'ambito della Conferenza di Cancun e problemi fiscali. Il 31 marzo p.v. verrà stilato un bilancio delle attività di questo tavolo tecnico per decidere sulle iniziative da intraprendere al fine di preservare e migliorare la competitività del sistema italiano della moda.
Già negli ultimi anni questa Amministrazione sta compiendo notevoli sforzi per consolidare all'estero l'immagine di qualità e di innovazione del prodotto italiano, quali elementi di distinzione dei nostri prodotti rispetto a quelli dei paesi emergenti, nostri concorrenti.
Si segnala, al riguardo, tramite il progetto speciale «Life in 1 style», l'aggregazione di tutte le iniziative di comunicazione realizzate sui mercati esteri in favore dei settori trainanti delle nostre esportazioni, che sono appunto il settore tessile, abbigliamento, agroalimentare, arredamento e audiovisivo.
Si segnala infine che il Ministero delle Attività Produttive ha recentemente varato la legge 12 dicembre 2002, n. 273, quale «misure per favorire l'iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza», mirata a sostenere i processi di innovazione produttiva e tecnologica, che riserva particolare attenzione al settore tessile.