CAMERA DEI DEPUTATI - XIV LEGISLATURA
Resoconto della X Commissione permanente
(Attività produttive, commercio e turismo)

Giovedì 25 settembre 2003

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-02373
presentata da SERGIO GAMBINI mercoledì 24 settembre 2003 nella seduta n.361



GAMBINI, LULLI, NICOLA ROSSI, BERSANI, BUGLIO, CAZZARO, CIALENTE, NIEDDU, QUARTIANI, RUGGHIA, BENVENUTO, MAGNOLFI, PAOLA MARIANI, NIGRA e PIGLIONICA. - Al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:

le recenti evoluzioni della tecnologia ed i processi
di globalizzazione hanno portato ad una crescente diffusione dei fenomeni di contraffazione, talché si valuta che la quota di merce contraffatta nel commercio mondiale si prossima al 9 per cento e che per oltre due terzi la merce contraffatta provenga dal Sud-Est asiatico;

informazioni dettagliate sui prodotti candidati alla
contraffazione sono oggi disponibili sulla rete, la tecnologia ha consentito miglioramenti significativi nella qualità dei prodotti contraffatti e drastiche riduzioni nei loro costi di produzione, Internet rappresenta un canale distributivo di primaria importanza e di relativa anonimità;

di conseguenza, si stima che nel solo anno 2000 il fenomeno della contraffazione sia costato oltre 17 mila posti di lavoro nell'Unione europea ed una contrazione del prodotto interno lordo superiore agli 8 miliardi di euro;

per le caratteristiche della sua specializzazione produttiva e della configurazione del suo sistema imprenditoriale, l'economia italiana appare particolarmente vulnerabile;

il Made in Italy costituisce, infatti, uno dei comparti
di principale interesse per l'industria del falso e, inoltre, la ridotta dimensione media delle imprese italiane rende complessa l'introduzione di misure anti-contraffazione;

gravi sono inoltre i danni procurati alla rete commerciale, soprattutto per quei settori che maggiormente hanno investito sulla qualificazione e che presentano alla propria clientela beni
di consumo di qualità particolarmente esposti alla contraffazione;

le
merci contraffatte alimentano il fenomeno del commercio abusivo, in specie quello ambulante, che sempre di più si manifesta in forme illegali organizzate, per il controllo delle porzioni del territorio adibite a quelle attività;

la lotta alla
contraffazione non può essere fatta solo di una pur necessaria informazione al consumatore e di una ferma attività di repressione e sanzione;

anche in questo campo, misure preventive possono essere particolarmente efficaci: dalle modalità
di etichettatura alle condizioni necessarie per identificare i prodotti lungo la «catena dell'offerta»; fermo restando che si tratta, in ogni caso, di misure tecnologicamente sofisticate che implicano costi sopportabili solo in presenza di dimensioni aziendali significative;

l'attività dell'Agenzia
delle Dogane e della Guardia di Finanza non ha mancato di concentrare la propria attenzione sul fenomeno delle contraffazioni e di conseguire anche i primi positivi risultati;

le innovazioni tecnologiche nel campo dell'attività
di controllo, per quanto importanti, non sempre consentono di individuare i fenomeni di contraffazione legati, in particolare, alla diversa e fraudolenta denominazione delle merci importate;

l'attuale sistema
di controlli doganali canalizza le merci in tre distinte modalità di controllo (canale rosso: visita merci, canale giallo: controllo documentale, canale verde: nessun controllo) in base alla «pericolosità» doganale delle merci e dei soggetti importatori ed esportatori;

tale «pericolosità»
delle merci è a sua volta legata, fra l'altro, all'entità del dazio ad esse applicato il che implica che prodotti tipici del comparto del Made in Italy - fra cui, ad esempio, i tessili - possono anche essere considerati di ridotta «pericolosità» -:

se nel corso del semestre
di Presidenza italiana dell'Unione europea, abbia intenzione di sottoporre il tema della lotta alle contraffazioni ai colleghi europei, per ottenere una adeguata, comune attività di contrasto che unifichi e migliori le diverse procedure utili a tutelare efficacemente i beni di qualità prodotti nel continente.
(5-02373)

Andrea LULLI (DS-U) illustra l'interrogazione in titolo.

Il sottosegretario Mario VALDUCCI risponde all'interrogazione nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2), precisando come l'istituzione dei comitati contro la contraffazione abbia fatto registrare risultati positivi in altre realtà europee, come dimostrano, in particolare, le vicende francesi.

Andrea LULLI (DS-U), replicando, prende atto della risposta articolata fornita dal sottosegretario. Con riferimento alla possibilità di istituire un marchio «made in Europe», ritiene si tratti di un'ipotesi da approfondire, alla luce del fatto che eventuali iniziative in questa direzione potrebbero non coincidere con l'obiettivo di valorizzare la creatività produttiva italiana.
Ritiene inoltre che l'azione di contrasto ai fenomeni di contraffazione debba essere condotta favorendo la tracciabilità e l'etichettatura dei prodotti, in un contesto che agevoli altresì la costituzione di consorzi tra imprese, a tutela delle rispettive produzioni.
Sottolinea, infine, l'esigenza di realizzare una rete di monitoraggio a livello europeo, con l'obiettivo di scoraggiare i traffici illeciti di merci e di impedire, in particolare, le importazioni illegali e la contraffazione dei prodotti.

Bruno TABACCI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 15.10.

ALLEGATO 2

Interrogazione n. 5-02373 Gambini ed altri: Iniziative di contrasto ai fenomeni di contraffazione delle merci.

TESTO DELLA RISPOSTA

Con riferimento alle richieste dell'onorevole interrogante si forniscono i seguenti elementi.
Al Ministero delle attività produttive è operativo un organismo collegiale denominato «Osservatorio per il Sistema Moda», al quale partecipano i rappresentanti, oltre che dello stesso Ministero anche di: Sistema Moda Italia, Associazioni Tessili Italiani, Uniontessili-Confapi, Federmoda-CNA, Tessile Abbigliamento-Confartigianato, ANCI, Associazione Italiana Pellicceria, AIMPES, Camera Nazionale della Moda, Organizzazioni Sindacali: FILTEA-CGIL, UILTA-UIL, FEMCA-CISL ed anche i rappresentanti dei Ministeri dell'interno, del lavoro e dell'economia, in particolare dell'Agenzia delle Dogane.
Il Ministero delle attività produttive, nell'ambito dell'«Osservatorio per il Sistema Moda», ha tuttora in corso di svolgimento un ampio dibattito e confronto sui problemi per i settori tessile, abbigliamento e calzaturiero con altre Amministrazioni, forze imprenditoriali e sociali anche attraverso il monitoraggio delle situazioni economiche, produttive, occupazionali di tali settori.
Il tema dell'apertura dei mercati riveste notevole importanza per tutta la filiera.
L'argomento in passato è stato ampiamente dibattuto nelle competenti sedi comunitarie, senza che si pervenisse ad una soluzione soddisfacente per gli interessi delle industrie italiane del settore.
Il Governo è perfettamente consapevole di tutte le pratiche distorsive della concorrenza nonché di quelle penalmente rilevanti che attengono allo specifico fenomeno della contraffazione. Ancor oggi, l'industria italiana deve far fronte ad un'agguerrita concorrenza rappresentata dalle importazioni di tessili prodotti dai Paesi in via di sviluppo.
La strategia del Governo italiano va necessariamente articolata sul piano internazionale e sul piano interno.
Rispetto al primo obiettivo e da quanto è emerso nei negoziati di Cancun il Governo svilupperà accordi con Paesi terzi per la riduzione e/o eliminazione delle pratiche distorsive.
Sul piano interno, oltre alle misure di sostegno specificamente dirette all'incremento della competitività del comparto, che mostra in tal senso segnali di grave sofferenza, le azioni che il Governo proporrà al Parlamento saranno inquadrate nell'ambito della normativa vigente della U.E.
Sinteticamente le azioni proposte riguardano:
a) la salvaguardia dell'originalità e della creatività del Made in Italy, attraverso specifici atti normativi di tutela del marchio e della «tracciabilità del prodotto». Si è anche esplorata positivamente la disponibilità dei Commissari della U.E. interessati, per l'adozione, in quella sede, di provvedimenti obbligatori che riguardano il Made in Europe unitamente al riferimento di carattere nazionale (Italia, Francia, eccetera);
b) il controllo del mercato, attraverso un sistema di monitoraggio che contrasti sostanzialmente l'utilizzo dei prodotti importati da Paesi terzi in maniera difforme dalle caratteristiche strutturali dei prodotti stessi. In questa maniera il comportamento del Governo risulterebbe aderente alle regole di U.E., dalle quali non possiamo assolutamente derogare, di consentire la libera pratica commerciale senza porre in essere misure di restrizione quantitativa;
c) per il tema specifico riguardante il fenomeno della contraffazione, si proporrà che venga affrontato e risolto mediante l'istituzione di un Comitato nazionale contro la contraffazione che, fruendo della collaborazione di varie Amministrazioni interessate, non escluse quelle regionali, consenta, non in maniera episodica ma in via programmatica e documentale relativamente alle vicende del mercato, un mirato contrasto dei comportamenti illegali sia di persone fisiche sia di imprese.