PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
FABIO MUSSI
indi
DEL VICEPRESIDENTE
ALFREDO BIONDI
Mozioni Cima ed altri n. 1-00288, Violante ed altri n. 1-00289, Alfonso Gianni ed altri n. 1-00290 e Cè ed altri n. 1-00296: Concorrenza sleale verso i prodotti italiani
ADOLFO URSO, Viceministro delle attività
produttive. Signor Presidente, ringrazio i colleghi parlamentari che hanno
avviato questo dibattito, molto importante, su un argomento cruciale per il
nostro sistema-paese e per il sistema imprenditoriale, anche per il suo impatto
sul tessuto sociale. Debbo dire al riguardo che il 2004 è un anno estremamente
significativo, perché si avvia a conclusione - ce lo auguriamo tutti - il round
negoziale del WTO, che ridefinirà alcune regole del commercio internazionale,
posto che l'Unione europea, nel frattempo, si sta apprestando ad adottare un
nuovo regolamento sulla marchiatura d'origine, sollecitato dalla Presidenza
italiana; inoltre, verrà data attuazione a quanto contenuto nella legge
finanziaria, che prevede un progetto di sostegno, di tutela e di valorizzazione
del made in Italy, con norme nuove per quanto riguarda l'istituzione del
marchio made in Italy, così come il contrasto alla contraffazione alla
concorrenza sleale.
Detto questo, per quanto riguarda la mozione Cima ed altri n. 1-00288, di cui
apprezzo, benché non integralmente, gran parte delle premesse, condivido il
primo paragrafo del dispositivo, individuato dalla lettera a), laddove si
chiede di contrastare la concorrenza sleale verso i prodotti italiani ed
europei, contemperando la realizzazione di tale obiettivo con quello di aiutare
i paesi poveri ad esportare i loro prodotti nel mondo industrializzato. Quanto
al resto del dispositivo, pur apprezzandone - ovviamente - gli obiettivi, non
posso condividere la formulazione, perché non si tratta, in gran parte, di
argomenti attualmente previsti nell'agenda del round negoziale. Devo, però,
sottolineare come proprio durante il semestre di Presidenza italiana la
piattaforma dell'Unione europea, in occasione del meeting di Cancun e,
quindi, del round negoziale del WTO, abbia visto notevolmente rafforzate
le tematiche inerenti gli standard sociali e lavorativi, oltre che le
questioni ambientali. Come sapete, in questo round negoziale siamo
riusciti a strappare - è il caso di dirlo - soltanto una labile connessione con
le tematiche ambientali mentre per quanto riguarda gli standard sociali e
lavorativi vi è stata una forte opposizione, soprattutto da parte dei paesi in
via di sviluppo. Queste tematiche rimangono, però, nella piattaforma europea.
Dunque, sulla base della formulazione della mozione, possiamo accettare soltanto
il primo punto del dispositivo.
Per quanto riguarda la mozione Violante ed altri n. 1-00289, possiamo
condividere l'intero impianto della premessa, con esclusione dell'undicesimo
paragrafo, in cui si affronta la questione dei controlli doganali sui tre canali
previsti, argomento poi ripreso nel primo paragrafo del dispositivo, e
nell'ultima parte della premessa, laddove si fa riferimento alla modifica del
decreto-legge n. 269 del 2003, che nel frattempo è stato approvato. Per quanto
riguarda il dispositivo, possiamo condividere tutti gli impegni richiesti al
Governo, con l'esclusione del primo paragrafo, relativo alle procedure del
canale rosso, perché, ove realizzassimo davvero quanto previsto - vale a dire
il canale rosso per tutti i beni tipici del made in Italy -, si
bloccherebbero completamente le dogane italiane, senza risolvere il problema.
Come sapete, molte merci giungono in Italia attraverso controlli doganali di
altri paesi europei. Se bloccassimo le nostre dogane, costringendole ad un
controllo merce per merce su tutti i beni tipici del made in Italy,
avremmo come unica conseguenza quella di far introdurre le merci attraverso
altre dogane europee, danneggiando nel contempo gli importatori e i consumatori
italiani. Siamo d'accordo sul resto del dispositivo anche perché molte delle
misure indicate sono contenute nella legge finanziaria. Pensiamo alle riforme
inerenti il sistema doganale, alle banche dati, alla creazione dello sportello
unico doganale, alle nuove norme di lotta alla contraffazione, estremamente
severe, come quelle che riguardano le indicazioni fallaci. Inoltre, per quel che
riguarda il semestre di Presidenza italiana, è molto importante il nuovo
regolamento comunitario, adottato proprio in merito alla contraffazione, che
permette la distruzione e l'esclusione dai circuiti commerciali di merci
d'importazione che violano i diritti di proprietà intellettuale. Nel contempo,
per quanto riguarda l'ultimo punto del dispositivo, su cui concordo, debbo anche
aggiungere che nell'articolo 3, comma 137, della legge finanziaria è prevista
la copertura, attraverso l'attuale cassa integrazione, dei settori citati.
Attualmente, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, d'intesa
con il comparto tessile, si sta elaborando un decreto ministeriale che
riguarderebbe i distretti di Prato e Biella e, comunque, il settore in crisi.
Per quanto riguarda invece la terza mozione, quella dei colleghi Alfonso Gianni,
Giordano, Russo Spena e Mascia, ancorché ne condivida e ne apprezzi le
motivazioni - e non si può sicuramente non apprezzarle, essendo motivazioni che
cercano di contrastare a livello internazionale il lavoro minorile e tutte le
altre attività che noi consideriamo assolutamente illegali, oltreché immorali
- debbo però dire che l'impegno al Governo non è condivisibile, perché
contrasta con l'attuale normativa sulle regole internazionali all'interno del
WTO e non possiamo certamente impegnare né l'Europa, né noi stessi ad adottare
iniziative che, allo stato, contrastano con le normative internazionali che
abbiamo sottoscritto. Siamo invece impegnati - e lo confermo in quest'aula -
affinché le tematiche della connessione tra gli standard sociali e
lavorativi e le regole commerciali siano portate avanti e inserite all'interno
dei round negoziali, quindi del WTO. Speriamo in futuro - mi riferisco,
quindi, all'eventuale successivo round negoziale - di convincere i paesi
in via di sviluppo a rimuovere le loro pregiudiziali su questa tematica, ma allo
stato non possiamo sicuramente condividere, né approvare il dispositivo
proposto.
Per quanto riguarda l'ultima mozione presentata dai colleghi Cè, Anedda,
Maninetti, Antonio Leone, Gibelli, Polledri, Raisi e D'Agrò, che racchiude le
istanze di precedenti firmatari di altre mozioni poi ritirate, il Governo si
trova pienamente d'accordo e quindi esprime il proprio parere favorevole, posto
che la mozione corrisponde in pieno agli intendimenti del Governo che procedono
sulla linea della tutela, attraverso le regole internazionali, dei diritti di
proprietà intellettuale e nel contempo dell'estensione dei diritti sociali ed
ambientali anche alle tematiche commerciali, peraltro, per quanto di nostra
competenza, già recepiti nella legge finanziaria e a livello di promozione
dell'utilizzo di strumenti straordinari (anch'essi contenuti nella stessa legge
finanziaria).
In conclusione, queste tematiche all'attenzione della Camera sono di estrema
importanza, soprattutto quest'anno in cui dovremo affrontare le trattative in
sede europea in materia di marchiatura d'origine, in sede internazionale in
ordine al nuovo round negoziale del WTO (che dovrebbe concludersi entro
quest'anno) e in sede nazionale per quanto i regolamenti (che dovrebbero essere
adottati entro due mesi, secondo quanto stabilito nella legge finanziaria) ci
vedono particolarmente impegnati sul campo per far sì che le imprese italiane
possano davvero competere ad armi pari nello scenario internazionale.