406.
Mercoledì 14 gennaio 2004

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
FABIO MUSSI
indi
DEL VICEPRESIDENTE
ALFREDO BIONDI

Mozioni Cima ed altri n. 1-00288, Violante ed altri n. 1-00289, Alfonso Gianni ed altri n. 1-00290 e Cè ed altri n. 1-00296: Concorrenza sleale verso i prodotti italiani

ADOLFO URSO, Viceministro delle attività produttive. Signor Presidente, ringrazio i colleghi parlamentari che hanno avviato questo dibattito, molto importante, su un argomento cruciale per il nostro sistema-paese e per il sistema imprenditoriale, anche per il suo impatto sul tessuto sociale. Debbo dire al riguardo che il 2004 è un anno estremamente significativo, perché si avvia a conclusione - ce lo auguriamo tutti - il round negoziale del WTO, che ridefinirà alcune regole del commercio internazionale, posto che l'Unione europea, nel frattempo, si sta apprestando ad adottare un nuovo regolamento sulla marchiatura d'origine, sollecitato dalla Presidenza italiana; inoltre, verrà data attuazione a quanto contenuto nella legge finanziaria, che prevede un progetto di sostegno, di tutela e di valorizzazione del made in Italy, con norme nuove per quanto riguarda l'istituzione del marchio made in Italy, così come il contrasto alla contraffazione alla concorrenza sleale.
Detto questo, per quanto riguarda la mozione Cima ed altri n. 1-00288, di cui apprezzo, benché non integralmente, gran parte delle premesse, condivido il primo paragrafo del dispositivo, individuato dalla lettera a), laddove si chiede di contrastare la concorrenza sleale verso i prodotti italiani ed europei, contemperando la realizzazione di tale obiettivo con quello di aiutare i paesi poveri ad esportare i loro prodotti nel mondo industrializzato. Quanto al resto del dispositivo, pur apprezzandone - ovviamente - gli obiettivi, non posso condividere la formulazione, perché non si tratta, in gran parte, di argomenti attualmente previsti nell'agenda del round negoziale. Devo, però, sottolineare come proprio durante il semestre di Presidenza italiana la piattaforma dell'Unione europea, in occasione del meeting di Cancun e, quindi, del round negoziale del WTO, abbia visto notevolmente rafforzate le tematiche inerenti gli standard sociali e lavorativi, oltre che le questioni ambientali. Come sapete, in questo round negoziale siamo riusciti a strappare - è il caso di dirlo - soltanto una labile connessione con le tematiche ambientali mentre per quanto riguarda gli standard sociali e lavorativi vi è stata una forte opposizione, soprattutto da parte dei paesi in via di sviluppo. Queste tematiche rimangono, però, nella piattaforma europea. Dunque, sulla base della formulazione della mozione, possiamo accettare soltanto il primo punto del dispositivo.
Per quanto riguarda la mozione Violante ed altri n. 1-00289, possiamo condividere l'intero impianto della premessa, con esclusione dell'undicesimo paragrafo, in cui si affronta la questione dei controlli doganali sui tre canali previsti, argomento poi ripreso nel primo paragrafo del dispositivo, e nell'ultima parte della premessa, laddove si fa riferimento alla modifica del decreto-legge n. 269 del 2003, che nel frattempo è stato approvato. Per quanto riguarda il dispositivo, possiamo condividere tutti gli impegni richiesti al Governo, con l'esclusione del primo paragrafo, relativo alle procedure del canale rosso, perché, ove realizzassimo davvero quanto previsto - vale a dire il canale rosso per tutti i beni tipici del made in Italy -, si bloccherebbero completamente le dogane italiane, senza risolvere il problema. Come sapete, molte merci giungono in Italia attraverso controlli doganali di altri paesi europei. Se bloccassimo le nostre dogane, costringendole ad un controllo merce per merce su tutti i beni tipici del made in Italy, avremmo come unica conseguenza quella di far introdurre le merci attraverso altre dogane europee, danneggiando nel contempo gli importatori e i consumatori italiani. Siamo d'accordo sul resto del dispositivo anche perché molte delle misure indicate sono contenute nella legge finanziaria. Pensiamo alle riforme inerenti il sistema doganale, alle banche dati, alla creazione dello sportello unico doganale, alle nuove norme di lotta alla contraffazione, estremamente severe, come quelle che riguardano le indicazioni fallaci. Inoltre, per quel che riguarda il semestre di Presidenza italiana, è molto importante il nuovo regolamento comunitario, adottato proprio in merito alla contraffazione, che permette la distruzione e l'esclusione dai circuiti commerciali di merci d'importazione che violano i diritti di proprietà intellettuale. Nel contempo, per quanto riguarda l'ultimo punto del dispositivo, su cui concordo, debbo anche aggiungere che nell'articolo 3, comma 137, della legge finanziaria è prevista la copertura, attraverso l'attuale cassa integrazione, dei settori citati. Attualmente, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, d'intesa con il comparto tessile, si sta elaborando un decreto ministeriale che riguarderebbe i distretti di Prato e Biella e, comunque, il settore in crisi.
Per quanto riguarda invece la terza mozione, quella dei colleghi Alfonso Gianni, Giordano, Russo Spena e Mascia, ancorché ne condivida e ne apprezzi le motivazioni - e non si può sicuramente non apprezzarle, essendo motivazioni che cercano di contrastare a livello internazionale il lavoro minorile e tutte le altre attività che noi consideriamo assolutamente illegali, oltreché immorali - debbo però dire che l'impegno al Governo non è condivisibile, perché contrasta con l'attuale normativa sulle regole internazionali all'interno del WTO e non possiamo certamente impegnare né l'Europa, né noi stessi ad adottare iniziative che, allo stato, contrastano con le normative internazionali che abbiamo sottoscritto. Siamo invece impegnati - e lo confermo in quest'aula - affinché le tematiche della connessione tra gli standard sociali e lavorativi e le regole commerciali siano portate avanti e inserite all'interno dei round negoziali, quindi del WTO. Speriamo in futuro - mi riferisco, quindi, all'eventuale successivo round negoziale - di convincere i paesi in via di sviluppo a rimuovere le loro pregiudiziali su questa tematica, ma allo stato non possiamo sicuramente condividere, né approvare il dispositivo proposto.
Per quanto riguarda l'ultima mozione presentata dai colleghi Cè, Anedda, Maninetti, Antonio Leone, Gibelli, Polledri, Raisi e D'Agrò, che racchiude le istanze di precedenti firmatari di altre mozioni poi ritirate, il Governo si trova pienamente d'accordo e quindi esprime il proprio parere favorevole, posto che la mozione corrisponde in pieno agli intendimenti del Governo che procedono sulla linea della tutela, attraverso le regole internazionali, dei diritti di proprietà intellettuale e nel contempo dell'estensione dei diritti sociali ed ambientali anche alle tematiche commerciali, peraltro, per quanto di nostra competenza, già recepiti nella legge finanziaria e a livello di promozione dell'utilizzo di strumenti straordinari (anch'essi contenuti nella stessa legge finanziaria).
In conclusione, queste tematiche all'attenzione della Camera sono di estrema importanza, soprattutto quest'anno in cui dovremo affrontare le trattative in sede europea in materia di marchiatura d'origine, in sede internazionale in ordine al nuovo round negoziale del WTO (che dovrebbe concludersi entro quest'anno) e in sede nazionale per quanto i regolamenti (che dovrebbero essere adottati entro due mesi, secondo quanto stabilito nella legge finanziaria) ci vedono particolarmente impegnati sul campo per far sì che le imprese italiane possano davvero competere ad armi pari nello scenario internazionale.