406.
Mercoledì 14 gennaio 2004

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
FABIO MUSSI
indi
DEL VICEPRESIDENTE
ALFREDO BIONDI

 

(Misure per limitare il fenomeno dell'importazione di merce contraffatta o non corrispondente ai requisiti di sicurezza - n. 3-02936)

 

(Sezione 8 - Misure per limitare il fenomeno dell'importazione di merce contraffatta o non corrispondente ai requisiti di sicurezza)

CÈ, GUIDO GIUSEPPE ROSSI, DARIO GALLI, LUCIANO DUSSIN, BALLAMAN, BIANCHI CLERICI, BRICOLO, CAPARINI, DIDONÈ, GUIDO DUSSIN, ERCOLE, FONTANINI, GIBELLI, GIANCARLO GIORGETTI, LUSSANA, FRANCESCA MARTINI, PAGLIARINI, PAROLO, POLLEDRI, RIZZI, RODEGHIERO, SERGIO ROSSI, STUCCHI e VASCON - Al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
vi è un'insostenibile pressione esercitata dai prodotti contraffatti, soprattutto di origine cinese o asiatica, nei confronti del settore produttivo nazionale;
tale invasione di merci risulta essere dannosa per l'erario, penalizzante per l'occupazione e nociva per la sicurezza dei consumatori;
il tema della concorrenza sleale è stato sollevato con forza dalla Lega Nord Federazione Padana, con una serie di atti di sindacato ispettivo, di indirizzo al Governo e con un serrato dibattito politico e sui mezzi di comunicazione;
il vertice Unione europea-Cina di fine ottobre 2003 non ha affrontato con la dovuta profondità il tema della concorrenza sleale cinese;
tra le misure per bloccare il flusso di importazioni illegali potrebbe rientrare l'istituzione di depositi cauzionali a carico degli importatori, restituibili in seguito al verificarsi della procedura di accertamento della corrispondenza della merce ai diritti di proprietà industriale ed intellettuale;
inchieste giornalistiche indicano il porto dì Napoli come la porta d'ingresso di tale flusso di merci, provenienti soprattutto dalla Cina, in assenza o carenza di controlli doganali -:
quali misure il Governo intenda adottare per limitare il fenomeno dell'importazione di merce contraffatta o non corrispondente ai requisiti di sicurezza.
(3-02936)
(13 gennaio 2004)

 

PRESIDENTE. L'onorevole Polledri ha facoltà di illustrare l'interrogazione Cè n. 3-02936 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmatario.

MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, quanto ci costa la merce contraffatta che ogni giorno entra in Italia? Stiamo parlando degli occhiali, delle borsette e dei giocattoli che tutti noi troviamo sui banchetti delle nostre città. Ci costano circa 12 mila posti di lavoro: tutti gli anni perdiamo 12 mila posti di lavoro per le merci contraffatte. E quanti soldi ci costano?

Ebbene, nel solo porto di Napoli, il 60 per cento della merce sfugge al controllo della dogana, il 20 per cento delle bollette non viene controllato e vi sono 50 mila contraffazioni: il 99 per cento è di provenienza cinese e si calcolano, con riferimento al solo porto di Napoli, 200 milioni di euro, che potrebbero essere spesi per i nostri anziani, per i nostri giovani, per i nostri lavoratori.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere .

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il Governo ha ben presente il problema sollevato dall'onorevole Cè e dal gruppo della Lega Nord Federazione Padana e si muove in questa direzione: massimo sforzo diretto al sostegno di progetti di diversificazione di prodotto (per quanto riguarda quello italiano, mi riferisco a prodotti tecnici con alta tecnologia incorporata); sviluppo della ricerca nei centri di eccellenza; monitoraggio efficace della situazione del mercato attraverso il rispetto delle regole della concorrenza.
La prima cosa da verificare è che l'utilizzo delle merci e delle materie prime che provengono dall'estero sia conforme alle loro caratteristiche strutturali. La vigilanza sull'uso improprio può consentire un rallentamento di questa aggressione dei mercati ed un conseguente aumento della domanda interna, senza mettere in pericolo le nostre esportazioni di qualità nei confronti dei grandi mercati che si stanno aprendo, come quelli della Cina e del Sud-est asiatico. Il «pacchetto» di norme inserito nella legge finanziaria a tutela del made in Italy segue il contenuto di queste considerazioni, concretizzandosi nell'obiettivo di qualificare il prodotto nazionale e difenderlo sul piano nazionale ed internazionale.
In particolare, è prevista la costituzione del comitato nazionale anticontraffazioni, con funzioni di monitoraggio dei fenomeni in materia di violazione dei diritti della proprietà industriale ed intellettuale, di coordinamento e di studio delle misure volte a contrastarli, nonché di assistenza alle imprese per la tutela contro pratiche commerciali sleali. Per quanto riguarda invece i requisiti di sicurezza dei prodotti di importazione contraffatti, fermi restando i vincoli determinati dall'appartenenza all'Unione europea e quindi il divieto di prevedere norme in contrasto o restrizioni come quelle che erano state proposte in questa interrogazione, si fa presente che il Governo ha diramato uno schema di decreto legislativo recante norme per l'attuazione della direttiva 2001/95 relativa alla sicurezza generale dei prodotti.
Questo provvedimento traspone nel nostro ordinamento la legislazione comunitaria in materia di sicurezza dei prodotti, imponendo un obbligo di immettere nel mercato soltanto i prodotti sicuri, al fine di garantire un elevato livello di sicurezza dei consumatori. Il campo di applicazione della direttiva comprende inoltre anche quei prodotti che non sono destinati ai consumatori ma che possono essere utilizzati da questi ultimi in condizioni ragionevolmente prevedibili. Un obiettivo che si intende raggiungere è quello di evitare che i prodotti siano messi in commercio senza le opportune misure di controllo o protettive.
Tale provvedimento prevede tra l'altro sanzioni penali, oltre che amministrative, per le violazioni delle prescrizioni in esso contenute. Per ultimo, il Ministero dell'economia ha conferito lo scorso anno ad un esperto del ramo di quella amministrazione uno specifico incarico, da svolgersi con l'apporto tecnico-professionale delle altre strutture professionali interessate, volto ad una accurata e completa disamina del fenomeno del commercio internazionale e delle relative problematiche, per la formulazione tempestiva di proposte e di ulteriori interventi, con particolare attenzione, fra gli altri, al problema segnalato del porto di Napoli.

PRESIDENTE. L'onorevole Polledri ha facoltà di replicare .

MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un Governo che si dimostra sicuramente attento all'immigrazione, ma anche a ciò che entra in questo paese. Quante posizioni abbiamo perso economicamente, signor ministro, in questi anni? Eravamo il paese leader in Europa in tutta una serie di prodotti e di produzioni: nella produzione di lampade, di divani, di casalinghi e nella produzione di ferramenta. Stiamo perdendo posizioni ed abbiamo ereditato un paese che sta facendo fatica a risalire. Lo constatiamo parlando con i nostri imprenditori, girando per le strade della Padania, del centro e del sud d'Italia. Sicuramente il Governo precedente non se ne era accorto, ma oggi lo avvertiamo. Cogliamo questa difficoltà anche per l'ingresso in Europa, che non ha portato tanta ricchezza, diciamolo chiaramente: l'euro non ha portato ad un aumento della ricchezza e se ne accorgono nei fatti i nostri anziani e i nostri giovani.
Allora, per sostenere il tessuto produttivo in qualche modo, dobbiamo essere rigorosi. Non possiamo reggere la competizione sleale che ci arriva da paesi emergenti: non può esistere per il nostro imprenditore il rispetto della legge n. 626 del 1994, il rispetto di alti tenori sociali o dell'ambiente, mentre dobbiamo competere con paesi che talvolta non hanno nemmeno in considerazione i diritti umani, che pagano il lavoratore un euro o un dollaro al giorno - quando va bene - e che non rispettano le leggi in materia di tutela ambientale!
Con questi paesi dobbiamo essere molto chiari e dobbiamo essere altrettanto chiari sul diritto alla sicurezza delle merci. Non possiamo importare giocattoli insalubri, come si è verificato questa estate, e che contengono acque inquinate per i nostri bambini: dobbiamo quindi vigilare.
Dobbiamo vigilare attentamente alle frontiere. Non possiamo permetterci dogane «colabrodo» come quella di Napoli. Se qualcuno ha sbagliato deve pagare. Questo Governo deve dare a Cesare quel che è di Cesare: chi è meritevole deve andare avanti; chi ha delle responsabilità deve pagare.
L'invito, pertanto, è quello di sostenere fortemente i nostri imprenditori perché da lì arriva la ricchezza per tutto il nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Ringrazio i colleghi che sono intervenuti ed il Governo.