CAMERA DEI DEPUTATI - XIV LEGISLATURA
Resoconto delle Commissioni riunite
VI (Finanze) e XI (Lavoro)

SEDE REFERENTE

Mercoledì 27 ottobre 2004. - Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Daniele Molgora.

La seduta comincia alle 15.15.

Disposizioni in materia di partecipazione dei lavoratori alla gestione e ai risultati d'impresa.
C. 1003 Serena, C. 1945 Benvenuto, C. 2023 Cirielli, C. 2778 Volontè, C. 3642 Delbono, C. 3926 Benvenuto, C. 4039 Delbono, C. 4083 Cordoni.
(Seguito dell'esame e rinvio).

Roberto GUERZONI (DS-U) ricorda che l'emendamento è stato fatto proprio dal suo gruppo per cercare di sollecitare una riflessione sull'insieme del provvedimento. Se l'emendamento soppressivo dell'articolo 1 fosse approvato, occorrerebbe rivedere l'intero iter fin qui seguito, abbandonando l'esclusivo ambito della partecipazione azionaria e affrontando in maniera più dettagliata e ampia altre questioni di notevole rilievo, come quella della consultazione e dell'informazione dei lavoratori. Occorre infatti considerare che la legge non interviene in una materia del tutto nuova, ma affronta questioni che sono state già oggetto sia di direttive dell'Unione europea che della contrattazione collettiva. I temi di derivazione comunitaria sono invece solo richiamati nell'articolo 1, per poi essere completamente rinviati agli statuti partecipativi. Considerato che anche le forze sociali intervenute nel corso delle audizioni hanno espresso perplessità sull'impianto normativo in questione, ritiene opportuno un momento di riflessione generale per ripartire con il piede giusto.

Giorgio BENVENUTO (DS-U), intervenendo per dichiarazione di voto, si richiama alle considerazioni espresse dal deputato Guerzoni e sottolinea come le motivazioni che hanno indotto i gruppi di opposizione a fare proprio l'emendamento Di Teodoro 1.1 (soppressivo dell'articolo 1) siano profondamente diverse da quelle del presentatore. Evidenzia come l'iter del provvedimento fosse stato caratterizzato da un'impostazione metodologica corretta fino all'improvviso mutamento di orientamento da parte del Governo, il quale ha indotto i relatori a formulare un emendamento sostanzialmente finalizzato ad eliminare i meccanismi di incentivazione alle forme di partecipazione dei lavoratori previsti dal progetto di legge. In tal modo l'avvio di meccanismi di partecipazione delle imprese è stato privato di ogni sostegno finanziario, con la conseguenza di minare complessivamente il provvedimento. Rimarca inoltre la sostanziale inadeguatezza della delega contenuta nel progetto, sia in termini di obiettivi perseguiti, sia in termini di indicazione di precisi principi e criteri direttivi, che anzi sono sostanzialmente mancanti.
Rivolgendosi alle forze di maggioranza più sensibili alle tematiche sociali, osserva come l'approvazione del provvedimento non costituirebbe un progresso in materia di meccanismi di tutela dei lavoratori. Sottolinea quindi come nei contratti collettivi siano nella generalità dei casi previsti articolati meccanismi di consultazione e di informazione, paventando il fatto che la previsione nella proposta di legge di strumenti la cui attivazione è puramente eventuale, possa determinare effetti pregiudizievoli in materia, laddove invece la disciplina ha sempre cercato di rafforzare gli strumenti creati dalla contrattazione collettiva.
Osserva come nel disegno di legge finanziaria all'esame della Camera non compaia, contrariamente a quanto previsto lo scorso anno, alcuna previsione volta a finanziare i meccanismi originariamente previsti nel provvedimento. In tal modo è stata coerentemente confermata la sostanziale ostilità dell'Esecutivo e di parte della maggioranza rispetto a forme partecipative di una qualche efficacia.
Ribadisce il suo convincimento circa l'inutilità di proseguire in tale impostazione, dannosa per il paese, per i lavoratori e per le imprese, preannunziando il proprio voto favorevole all'emendamento 1.1.