CAMERA DEI
DEPUTATI - XIV LEGISLATURA
Resoconto della V Commissione permanente
(Bilancio, tesoro e programmazione)
Lunedì 5 dicembre 2005
Massimo POLLEDRI (LNFP), illustrando il suo emendamento 1.2296, ricorda che ogni anno oltre un migliaio di aziende in Italia cessano l'attività a causa dei dissesti di bilancio provocati dai ritardi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni. Fa presente che si tratta di ritardi assai consistenti; cita, a titolo di esempio, il caso del Lazio, dove si registrano ritardi medi di dodici mesi, con punte che arrivano ai ventiquattro mesi. Nel ricordare che alle pubbliche amministrazioni non viene applicata la normativa europea in materia di interessi moratori e nel sottolineare che il problema è particolarmente grave nel sud del paese e che frena la competitività, esorta il relatore ed il Governo a tenere presente l'esigenza di assicurare che le pubbliche amministrazioni onorino in tempi ragionevoli i propri debiti.
Arnaldo MARIOTTI (DS-U), concordando con il deputato Polledri sulla rilevanza del problema da lui segnalato, sottolinea che alcune aziende vivono delle commesse della pubblica amministrazione, per cui un ritardo di pagamento le pone in una situazione difficile. Ricorda quindi l'analogo problema rappresentato dai debiti accumulati dalla regioni con le aziende fornitrici di beni in ambito sanitario. Fa presente che le regioni sono incentivate nel loro cattivo comportamento dal fatto che il Governo ha stabilito il progressivo risanamento dei bilanci sanitari tra le condizioni per l'accesso alle quote di finanziamento statale integrativo. In questo modo, però, le difficoltà del sistema sanitario italiano vengono scaricate a valle sulle imprese collegate al Servizio sanitario nazionale.
Marco STRADIOTTO (MARGH-U) condivide le finalità dell'emendamento Polledri 1.2296, ma ricorda che il problema fu affrontato già con la manovra di finanza pubblica dello scorso anno, quando fu stanziato un fondo per la compensazione dei picchi di spesa in conto capitale eccedenti il tetto di spesa che era stato stabilito. Il fondo non fu tuttavia utilizzato per le finalità per cui era stato concepito e le risorse in esso stanziate sono state nel corso dell'anno distolte per altri obiettivi. Nell'esprimere l'auspicio che l'errore non sia ripetuto nel 2006, invita il relatore e il Governo a valutare la possibilità di escludere dal Patto di stabilità interno i pagamenti delle pubbliche amministrazioni relativi a contratti stipulati prima di una certa data.
Massimiliano DE SENEEN (AN) ritiene che il problema dei ritardi della pubblica amministrazione nel pagamento dei debiti sia degno della massima attenzione, attenendo a profili di equità, di moralità e di economicità: di equità perché le imprese private sottostanno alla normativa europea in materia di interessi moratori, mentre le imprese pubbliche concorrenti non vi sottostanno; di moralità e di economicità, in quanto le imprese che contrattano con la pubblica amministrazione spesso esigono prezzi superiori a causa dei ritardi di pagamento che mettono in conto preventivamente e, in quanto, per converso, le pubbliche amministrazioni si troverebbero a pagare prezzi più favorevoli se le imprese non mettessero loro in conto anche il danno derivante dai ritardi di pagamento.
Daniela GARNERO SANTANCHÈ (AN), relatore per il disegno di legge finanziaria, propone l'accantonamento dell'emendamento Polledri 1.2296.
Il viceministro Giuseppe VEGAS concorda sull'opportunità dell'accantonamento, ai fini dell'approfondimento della questione, in considerazione del fatto che l'emendamento prevede un coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti e che il fondo previsto dalla legge finanziaria per il 2005 ricordato dal deputato Stradiotto ha dato risultati insoddisfacenti.
Massimo POLLEDRI (LNFP), nel ringraziare i deputati, anche dei gruppi di opposizione, che si sono espressi a favore del suo emendamento, si dichiara disponibile all'accantonamento.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte quindi che l'emendamento Polledri 1.2296 è accantonato per essere discusso nel prosieguo dell'esame.
l'emendamento accantonato
Dopo il comma 37 aggiungere il seguente:
37-bis. A valere sul fondo di cui all'articolo 1 comma 363, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e fino a concorrenza delle disponibilità finanziarie, la Cassa depositi e Prestiti Spa può disporre, alle condizioni di cui all'articolo 1, comma 364, della medesima legge, pagamenti relativi a debiti scaduti ed esigibili derivanti dalla fornitura di beni e servizi alle amministrazioni pubbliche diverse da quelle statali, ceduti alla Cassa dai fornitori sulla base di idonei titoli giuridici, a condizione che le stesse amministrazioni abbiano provveduto a istituire nei loro bilanci un "Fondo per i pagamenti dei debiti di fornitura", al quale siano riassegnate le dotazioni in conto residui, previamente versate in entrata, relative a tali debiti.
1-ter. All'articolo 1 comma 365, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è aggiunto in fine il seguente capoverso: "i pagamenti a favore delle imprese fornitrici non sono gravati di oneri, fermi gli eventuali oneri ed interessi passivi a carico delle Amministrazioni debitrici".
1-quater. All'articolo 1 comma
362, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le parole "31 dicembre
2004" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2005".
1. 2296. Polledri, Didonè, Sergio
Rossi, Pagliarini.