LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª)
GIOVEDI' 20 FEBBRAIO 2003
139a Seduta
Presidenza del Presidente
ZANOLETTI
Interviene il sottosegretario di Stato per il
lavoro e le politiche sociali Sacconi.
(848-bis) Delega
al Governo in materia di incentivi alla occupazione, di ammortizzatori sociali,
di misure sperimentali a sostegno dell'occupazione regolare e delle assunzioni
a tempo indeterminato nonché di arbitrato nelle controversie individuali di
lavoro, risultante dallo stralcio
deliberato dall'Assemblea il 13 gennaio 2002 degli articoli 2, 3, 10 e 12 del
disegno di legge di iniziativa governativa.
(514) MANZIONE. – Modifica all'articolo 4
della legge 11 maggio 1990, n. 108, in materia di licenziamenti individuali.
(1202) RIPAMONTI. – Modifiche ed
integrazioni alla legge 11 maggio 1990, n. 108, in materia di licenziamenti
senza giusta causa operati nei confronti dei dipendenti di organizzazioni
politiche o sindacali.
Il sottosegretario SACCONI illustra quindi l'emendamento 1.1 rilevando in primo luogo che lo
scopo di favorire la diffusione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato,
più volte richiamato nel dibattito, è immanente nel progetto del Governo, ma
che, al tempo stesso, occorre perseguire nel concreto un tale obiettivo
qualificandolo rispetto a segmenti specifici del mercato del lavoro, in
particolare con interventi mirati al sostegno delle fasce più deboli, come, ad
esempio, le lavoratrici che intendano rientrare nel mercato del lavoro e ne
sono impedite dalle rigidità dello stesso. Il riferimento alla mobilità e
all'accompagnamento dei processi
di delocalizzazione produttiva deve essere poi interpretato nel suo
corretto significato: per quel che concerne la mobilità, si tratta
evidentemente di incoraggiare l'avvicinamento fisico del lavoratore alle
opportunità di lavoro e, a tal fine, si dovrebbe anche prendere in
considerazione l'ipotesi di utilizzare provvidenze tradizionali - quali ad
esempio l'indennità di disoccupazione - al fine di concorrere al sostegno dei
costi connessi al trasferimento del lavoratore verso le aree del paese dove la
domanda di lavoro è più sostenuta. Per quanto riguarda la delocalizzazione
produttiva - senza escludere la possibilità di accogliere proposte
emendative intese a pervenire ad una migliore formulazione del testo - il
rappresentante del Governo ribadisce che l'emendamento all'esame si riferisce
alla delocalizzazione interna, da intendersi come un processo rivolto a
sostenere l'occupazione, nel presupposto che molte aree del Nord sono sature
dal punto di vista occupazionale, produttivo e infrastrutturale, tanto quanto,
contestualmente, nel Mezzogiorno continuano a riprodursi le ben note carenze in
tali ambiti.
Per quanto riguarda poi il riferimento ai meccanismi automatici di
incentivazione per gli investimenti nella formazione continua, occorre
considerare l'esigenza di consentire alle parti sociali, chiamate a gestire i
fondi interprofessionali, di mettere i lavoratori delle aziende che versano il
contributo dello 0,30 per cento, nella condizione di utilizzare il meccanismo
del vaucher, già in uso per le qualifiche medio-alte e poco utilizzato,
invece, per le figure professionali medio-basse.