L'Unione di categoria della Confederazione delle piccole e medie industrie private guarda con preoccupazione all’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nell’operazione, temendo che ciò comporti forti distorsioni a sfavore delle imprese del settore.

Roma, 26 luglio – “Se si tratta del salvataggio di un’azienda importante come Astaldi da parte di un grande operatore come Salini-Impregilo, di per sé non possiamo che essere favorevoli. Ma se in un’operazione del genere interviene un soggetto come Cassa Depositi e Prestiti, lo scenario cambia radicalmente e viene a crearsi, con fondi pubblici, un soggetto nuovo che rischia di spazzare via la concorrenza di tante altre imprese sane”.

Questo il commento del Presidente di Confapi Aniem Avisiano Pellegrini a proposito del sostegno da parte di Cdp al Progetto Italia.

“È certo importante che CDP abbia un ruolo nelle politiche industriali del Paese, ma allo stesso tempo condividiamo la posizione presa da Ance e dal suo Presidente Gabriele Buia poiché dobbiamo pensare soprattutto al fatto che di bravi imprenditori alle prese con aziende in crisi, spesso non per colpa loro, ve ne sono tanti in Italia – aggiunge Pellegrinie i decision maker devono pensare a loro. Quante imprese sarebbero da salvare? Se sommassimo le esigenze di tutte le Pmi italiane forse capiremmo quale dovrebbe essere la linea di intervento dei finanziamenti del Mise per renderli un utile strumento di crescita per l’economia del Paese. Purtroppo, vista la situazione attuale rischiano di morire tante piccole e medie industrie del settore.

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