Sistema gestione ambientale - Regolamento
CE n.761/2001 (EMAS)
Sommario:
1.
Introduzione
2.
Fonti normative
3.
Definizioni
4.
I contenuti di base dell'EMAS
5.
Analisi Ambientale Iniziale (AAI)
6.
Politica e programma ambientale
7.
Sistema di Gestione Ambientale
8.
Dichiarazione ambientale
9.
L’applicazione EMAS in Italia
1.
INTRODUZIONE
Il Programma comunitario per uno sviluppo sostenibile,
approvato dal Consiglio CEE il 1° febbraio 1993, fu elaborato con il pensiero
rivolto anche al mondo industriale, per la necessità di introdurre, non solo in
termini di politica ambientale generale, ma anche in termini operativi, misure
e procedure di prevenzione dell’inquinamento industriale che tenessero conto
delle nuove realtà aziendali. Per valutare in maniera moderna l’evoluzione in
atto, sono stati individuati, a livello aziendale, strumenti operativi per
migliorare la gestione delle problematiche ambientali coerentemente con la
politica ambientale comunitaria ispirata ad un nuovo rapporto tra i diversi
soggetti coinvolti.
Gli strumenti operativi individuati sono:
ü
il
sistema europeo EMAS (Environmental Management and Audit Scheme) emanato nel
1993 con il Regolamento n. 1836 abrogato e sostituito dal Regolamento (CE) n.
761 del 19 marzo 2001;
ü
la
norma tecnica ISO 14001 (e collegate) emanata nel novembre 1996 dall’Organismo
Internazionale di Standardizzazione (ISO) avente per oggetto la gestione
dell’ambiente presso le imprese.
Le due certificazioni hanno carattere volontario; di
conseguenza le imprese italiane hanno a disposizione due modelli volontari di
sistemi di gestione ambientale.
I due modelli sono molto simili, con molte sovrapposizioni,
ma anche con alcune differenze molto importanti.
La norma UNI è orientata principalmente a "valutare gli
aspetti gestionali dell’organizzazione", rispecchia in alcune parti la UNI
ISO 9000 (certificazione qualità) adottata da migliaia di aziende italiane e di
conseguenza la ISO 14001 rimane di più facile apprendimento.
L’EMAS, invece, è orientato a considerare il sito come
"attività inserita in un sistema ambientale che supera i confini
dell’impianto industriale, interessando anche la comunità confinante". Il
risultato finale dell’EMAS è la dichiarazione ambientale, firmata dal
legale rappresentante dell’azienda, i cui contenuti devono essere portati a
conoscenza degli enti pubblici e della popolazione che vive nei dintorni del
sito.
La certificazione EMAS comporta in sostanza un "impegno
scritto e pubblico dell’azienda ad operare nel rispetto delle norme con
l’obiettivo di un miglioramento ambientale continuo".
2.
FONTI NORMATIVE
ü
DECRETO
LEGGE 6 luglio 1993, n. 216 (Adempimenti finanziari per l'attuazione del regolamento
CEE n. 880/1992 sul marchio di qualità ecologica - Ecolabel convertito, con
modificazioni, nella legge 9 agosto 1993, n. 294)
ü
LEGGE
25 gennaio 1994, n. 70 (Norme per la semplificazione degli adempimenti in
materia ambientale, sanitaria e di sicurezza pubblica, nonchè per l'attuazione
del sistema di ecogestione e di "audit" ambientale)
ü
DECRETO
MINISTERIALE 2 agosto 1995, n. 413 (Regolamento recante norme per
l'istituzione ed il funzionamento del Comitato per l'Ecolabel e l'Ecoaudit)
ü
DECRETO
MINISTERIALE 12 giugno 1998, n. 236 (Regolamento recante modificazioni al
decreto ministeriale 2 agosto 1995, n. 413, concernente il regolamento di
istituzione e funzionamento del Comitato per l'Ecolabel e l'Ecoaudit)
ü
EMAS
comitato 16 settembre 1997 (Procedura per l'accreditamento, la sorveglianza
ed il controllo dei verificatori ambientali)
ü
EMAS
comitato 10 settembre 1997 (Raccomandazioni, alle imprese ed ai verificatori
ambientali accreditati, per la compilazione e la convalida della dichiarazione ambientale)
ü
EMAS
comitato 2 ottobre 1997 (Guida per i verificatori ambientali)
ü
EMAS
comitato 5 novembre 1997 (Procedura per la registrazione dei siti ai sensi
del regolamento (CEE) n. 1836/93 del 29 giugno 1993)
ü
LEGGE
23 marzo 2001, n . 93 (Disposizioni in campo ambientale)
ü
Art.
18 (Semplificazione delle procedure amministrative per le imprese che hanno
ottenuto la registrazione al sistema comunitario di ecogestione e audit EMAS).
ü
CEE
regolamento Consiglio 23 marzo 1992, n. 880/92 (concernente un sistema
comunitario di assegnazione di un marchio di qualità ecologica)
ü
CEE
Regolamento 29 giugno 1993, n. 1836 (sull’adesione volontaria delle imprese
del settore industriale a un Sistema comunitario di Ecogestione e Audit)
ü
CE Regolamento
Parlamento Europeo e Consiglio 19 marzo 2001, n. 761/2001 (sull’adesione
volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit
EMAS)
ü
CE
Raccomandazione Commissione 7 settembre 2001, n. 2001/680/CE (relativa agli
orientamenti per l'attuazione del regolamento (CE) 761/2001 del Parlamento
europeo e del Consiglio sull'adesione volontaria delle Organizzazioni a un
sistema comunitario di ecogestione e audit - EMAS)
ü
CE
raccomandazione Commissione 10 luglio 2003, n. 2003/532/CE (Orientamenti per
l'applicazione del regolamento (CE) n. 761/2001 del Parlamento europeo e del
Consiglio sull'adesione volontaria delle Organizzazioni a un sistema
comunitario di ecogestione e audit (EMAS) concernente la scelta e l'uso di
indicatori di prestazioni ambientali)
3.
DEFINIZIONI
ü audit ambientale: uno strumento di gestione
comprendente una valutazione sistematica, documentata, periodica e obiettiva
delle prestazioni dell’organizzazione, del sistema di gestione e dei processi
destinati alla protezione dell’ambiente, al fine di:
ü facilitare il controllo gestionale
dei comportamenti che possono avere un impatto sull’ambiente;
ü valutare la conformità alle
politiche ambientali aziendali compresi gli obiettivi ed i target ambientali dell'organizzazione;
ü analisi ambientale: un esauriente analisi iniziale dei
problemi dell'impatto e delle prestazioni ambientali connesse alle attività di
una organizzazione;
ü aspetto ambientale: elemento di un’attività, prodotto
o servizio di un’organizzazione che può interagire con l’ambiente;
ü sito: tutto il terreno, in una zona
geografica precisa, sotto il controllo gestionale di un'organizzazione che
comprende attività, prodotti e servizi. Esso include qualsiasi infrastruttura,
impianto e materiali;
ü ciclo di audit: periodo in cui tutte le attività
di una data organizzazione sono sottoposte ad audit;
ü dichiarazione ambientale: dichiarazione elaborata dalla
organizzazione in conformità delle disposizioni del presente regolamento;
ü obiettivi ambientali: gli obiettivi particolari che
l'organizzazione si prefigge in ordine all’efficienza ambientale;
ü impatto ambientale: qualunque modificazione
dell’ambiente, negativa o benefica, totale o parziale, conseguente ad attività,
prodotti o servizi di un’organizzazione;
ü sistema di gestione ambientale (EMS
= environmental management system): parte del sistema di gestione generale che comprende la
struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità, le
prassi, le procedure, i processi, le risorse per elaborare, mettere in atto,
conseguire, riesaminare e mantenere attiva la politica ambientale;
ü valutazione della prestazione
ambientale (EPE = environmental performance evaluation): processo per agevolare le decisioni
della direzione riguardanti la prestazione ambientale di un’organizzazione,
mediante la scelta degli indicatori, la raccolta e l’analisi dei dati, la
valutazione delle informazioni rispetto ai criteri di prestazione ambientale,
rapporti e comunicazioni, e il riesame periodico e il miglioramento di tale
processo;
ü indicatore di prestazione ambientale
(EPI = environmental performance indicator): espressione specifica, che fornisce informazioni
sulla prestazione ambientale dell'organizzazione.
ü indicatore di prestazione della
direzione (MPI = management performance indicator): indicatore di prestazione ambientale
che fornisce informazioni sugli sforzi della direzione per influire sulla
prestazione ambientale dell'organizzazione;
ü indicatore di prestazione operativa
(OPI = operational performance indicator): indicatore di prestazione ambientale che fornisce
informazioni sulla prestazione ambientale delle operazioni di
un'organizzazione;
ü politica ambientale: dichiarazione, fatta da
un’organizzazione, delle sue intenzioni e dei suoi principi in relazione alla
sua globale prestazione ambientale, che fornisce uno schema di riferimento per
l’attività, e per la definizione degli obiettivi e dei traguardi in campo
ambientale;
ü traguardo ambientale: dettagliata richiesta di
prestazione, possibilmente quantificata, riferita a una parte o all’insieme di
un’organizzazione, derivante dagli obiettivi ambientali e che bisogna fissare e
realizzare per raggiungere questi obiettivi;
ü organizzazione: gruppo, società, azienda, impresa,
ente o istituzione, ovvero loro parti o combinazioni, associata o meno,
pubblica o privata, che abbia una propria struttura funzionale e
amministrativa.
ü organismi competenti: gli organismi designati dagli
Stati membri;
ü politica ambientale: gli obiettivi ed i principi
d’azione dell'organizzazione riguardo all’ambiente ivi compresa la conformità
alle pertinenti disposizioni regolamentari in materia ambientale;
ü programma ambientale: una descrizione degli obiettivi e
delle attività specifici dell’organizzazione, concernenti una migliore
protezione dell’ambiente in un determinato sito, ivi compresa una descrizione
delle misure adottate o previste per raggiungere questi obiettivi e, se del
caso, la scadenza stabilita per l’applicazione di tali misure;
ü sistema di gestione ambientale: la parte del sistema di gestione
complessivo comprendente la struttura organizzativa, la responsabilità, le
prassi, le procedure, i processi e le risorse per definire e attuare la
politica ambientale;
ü revisore: individuo o gruppo di lavoro,
appartenente al personale dell’impresa o esterno ad essa, che opera per conto
della direzione generale dell’impresa sufficientemente indipendente dalle
attività che controlla per esprimere un giudizio obiettivo;
ü sistema di accreditamento: sistema per l’accreditamento e il
controllo dei verificatori ambientali, gestito da una istituzione o
organizzazione imparziale designata o creata dallo Stato membro, dotato di
competenze e risorse sufficienti e con procedure appropriate per svolgere le funzioni
definite dal presente regolamento per tale sistema;
ü verificatore ambientale accreditato: qualsiasi persona o organismo
indipendente dell'organizzazione oggetto di verifica che abbia ottenuto un
accreditamento.
4.
I CONTENUTI DI BASE DELL'EMAS
L'organizzazione che intende partecipare allo schema
volontario EMAS dovrà affrontare alcuni passaggi obbligati che la condurranno
ad ottenere la convalida della dichiarazione ambientale in prima istanza e,
successivamente, la registrazione per un proprio sito produttivo.
Seguendo la sequenza logica con cui deve operare al proprio
interno la singola impresa, gli elementi costituenti l'EMAS sono:
- l'Analisi Ambientale Iniziale;
- la Politica e il Programma Ambientale;
- il Sistema di Gestione Ambientale;
- la Dichiarazione Ambientale.
5.
ANALISI AMBIENTALE INIZIALE (AAI)
Per poter preparare l'organizzazione all'adeguamento
della propria struttura ai requisiti del regolamento comunitario, occorre
condurre un'analisi ambientale preliminare. Questa deve consistere in una
approfondita ed esauriente analisi iniziale dei problemi ambientali, degli
effetti e delle prestazioni ambientali relativi alle attività svolte nel sito
produttivo.
Gli obiettivi sono conoscere quali siano:
ü i fattori ambientali che
si originano dalle attività produttive e che possono modificare lo stato
dell'ambiente;
ü le componenti ambientali
da prendere in considerazione, al fine di determinare le loro eventuali
modifiche a seguito delle attività produttive.
a) Fattori che possono modificare lo stato
dell'ambiente
I fattori che possono modificare lo stato dell'ambiente,
sono numerosi: alcuni noti per gli studi e le esperienze svolte, altri meno
noti o sconosciuti.
Tali fattori possono essere associati a degli indici
numerici, che ne caratterizzano il livello quantitativo (kg, mg/l,
dB(A), ecc.) al momento del loro rilascio, oppure a notazioni di valenza qualitativa
(alto, medio, basso, ecc.).
Fattori legati a livelli quantitativi possono essere
quelli relativi a:
- emissioni inquinanti;
- produzione di rifiuti;
- consumo di materie prime;
- consumo di energia;
- consumo di acqua;
- consumo di risorse naturali;
- rumore;
mentre fra quelli legati a livelli qualitativi, si
possono comprendere:
- odori;
- vibrazioni;
- impatto visivo.
b) Componenti ambientali
Le componenti ambientali che possono subire delle modifiche,
a seguito dei fattori originatisi dalle attività produttive, sono sommariamente
riconducibili alle seguenti voci:
- atmosfera;
- ambiente idrico;
- suolo;
- sottosuolo;
- specie vegetali;
- specie animali;
- paesaggio;
- comunità umane;
dove ciascuna componente può subire delle modifiche diverse
da parte di un medesimo fattore.
La caratterizzazione di una componente ambientale può essere
effettuata attraverso la scelta di vari indicatori ambientali, di tipo sintetico
o analitico.
Esiste un'ampia casistica di indicatori ambientali; è
preferibile utilizzare gli indicatori sintetici ovvero quelli che consentono di
apprezzare il livello di modifica che può aver subìto una componente
ambientale, riservandosi di utilizzare degli indicatori analitici per lo studio
di problemi specifici.
La relazione tra i fattori che agiscono sull'ambiente e le
componenti ambientali che vengono influenzate da tali azioni, non ha schemi
prestabiliti, ma può essere ottenuta solo a partire dai risultati dell'analisi
ambientale iniziale.
Nel corso dell'analisi ambientale, devono essere verificati
il rispetto delle condizioni e dei limiti imposti dalla normativa ambientale
vigente; tale verifica non nasce tanto dall'ipotesi che un'azienda possa non
rispettare le norme in vigore, quanto dall'esigenza di definire il livello di
rispetto ambientale a cui l'azienda si trova nel contesto della normativa.
L'analisi ambientale iniziale del sito produttivo è quindi
"l'attività attraverso la quale l'azienda identifica gli aspetti
ambientali che dovranno essere considerati prioritari dal sistema di gestione
ambientale". Nella sua definizione, si deve tenere conto del costo e dei
tempi necessari per affrontare l'analisi ed ottenere la disponibilità di dati
affidabili.
L'azienda a tale scopo può utilizzare informazioni già in
suo possesso (ad esempio, per i rifiuti, il MUD), oppure effettuare degli
accertamenti supplementari. L'analisi ambientale, deve considerare l'intera
gamma delle situazioni operative dell'azienda e deve identificare tutti gli
aspetti ambientali delle sue attività, in modo da determinare quali hanno o
possono avere impatti ambientali significativi e su quali sia motivabile un
impegno in termini di obiettivi e di programma ambientale.
L'analisi ambientale iniziale può in generale comprendere:
ü l'identificazione di tutti gli
aspetti ambientali delle proprie attività, prodotti, servizi;
ü lo studio della relazione tra gli
aspetti ambientali rilevanti individuati e l'organizzazione tecnica e
gestionale delle attività del sito;
ü l'identificazione delle prescrizioni
legislative e regolamentari;
ü la valutazione delle proprie
prestazioni ambientali in rapporto alle disposizioni di legge, a criteri
interni, a codici di buona pratica, a principi e a linee guida;
ü l'analisi delle prassi e delle
procedure di gestione ambientale esistenti;
ü l'identificazione delle politiche e
delle procedure esistenti in materia di approvvigionamento e di appalti;
ü la valutazione delle prestazioni
ambientali del sito alla luce della propria politica ambientale (se già
esistente);
ü le conoscenze derivate dalle
indagini su precedenti incidenti occorsi;
ü le eventuali necessità di
formazione/addestramento;
ü le opportunità di ottenere vantaggi
competitivi;
ü i punti di vista delle parti
interessate;
ü le informazioni e le indicazioni
necessarie a stabilire priorità, obiettivi e programma ambientale del sito;
ü la definizione di un riferimento
oggettivo ad uso del verificatore ambientale durante le sue attività di
verifica e convalida idoneo a sostenere la correttezza delle scelte del
programma e del sistema di gestione ambientale rispetto ai requisiti del
Regolamento.
ü I risultati di tale analisi
sono la base di riferimento per la preparazione degli obiettivi, traguardi e
programmi ambientali e per il relativo sistema di gestione ambientale.
ü L'analisi ambientale iniziale
persegue i seguenti obiettivi principali:
ü acquisire gli elementi utili ad
individuare gli effetti ambientali e la loro entità, anche al fine di
determinare il grado di efficienza ambientale delle attività svolte in un sito;
ü individuare la normativa ambientale
applicabile alle attività svolte nel sito per la verifica della relativa
conformità;
ü raccogliere le informazioni atte ad
individuare le aree di miglioramento delle prestazioni ambientali sul piano
tecnico e gestionale;
ü identificare i fattori di impatto
ambientale di maggiore significatività;
ü creare un registro degli effetti
ambientali ovvero dei danni (reali o potenziali) indotti da ciascun fattore di
impatto ambientale sulle diverse componenti ambientali interessate e sulle
persone;
ü analizzare le procedure di gestione
ambientale già esistenti;
ü costruire un punto di riferimento
oggettivo per evidenziare i miglioramenti successivi.
A tal fine l'impresa valuta tutti gli elementi inerenti alla
propria attività e tutti gli elementi esterni connessi ad essa; è l'insieme di
tali elementi a determinare la prestazione ambientale complessiva.
Il risultato finale deve essere un quadro completo e
aggiornato della situazione del sito che raffiguri la rilevanza del suo impatto
sull'ambiente, la conformità legislativa, l'efficienza con la quale tali
problematiche vengono gestite e la sensibilità del territorio circostante.
L'analisi ambientale deve essere decisa dal vertice
dell'impresa, che a tal fine nomina un responsabile; deve essere accuratamente
pianificata, per garantire competenza, indipendenza e disponibilità di tempo e
risorse adeguate alle dimensioni, al contenuto ed alle finalità di tale
indagine. Il processo ed i risultati dell'analisi ambientale iniziale deve
essere documentato e devono essere identificate le opportunità per lo sviluppo
del SGA.
Alcune tecniche comuni per condurre un'analisi comprendono:
- ispezioni e misurazioni dirette;
- questionari;
- interviste;
- riesame delle registrazioni;
- liste di controllo;
- confronto con altre situazioni.
Possono essere consultate anche fonti di informazione esterne,
quali:
- agenzie per la protezione dell'ambiente (APAT, ARPA) o
uffici pubblici (comunali, provinciali,
regionali) in merito a leggi ed autorizzazioni;
- biblioteche ed archivi locali e regionali;
- organizzazioni per scambio di informazioni;
- associazioni industriali e/o di categoria, camere di
commercio;
- organizzazioni per la difesa del consumatore;
- costruttori di apparecchiature in uso;
- relazioni d'affari;
- professionisti.
E’ importante puntualizzare la differenza di significato tra
aspetto ed
impatto ambientale (la parola “effetto”,
anche se a rigore non sarebbe del tutto esatto, deve essere intesa
sostanzialmente equivalente ad “impatto”). La relazione esistente tra gli
aspetti e gli impatti ambientali è quella di causa ed effetto. Un aspetto
ambientale riguarda cioè un elemento dell'attività, del prodotto o del servizio
dell'azienda che può provocare un impatto ambientale, ossia un cambiamento
nell'ambiente.
L'analisi ambientale inizia da uno studio generale
dell'area circostante il sito, descrivendo: l'inquadramento
geografico-territoriale, quello amministrativo-urbanistico, quello
paesaggistico-storico-culturale e quello più propriamente ambientale
(morfologia, idrogeologia, clima, aree di particolare interesse naturalistico,
presenza di altre fonti significative di inquinamento). In tale contesto va
valutata la sensibilità del territorio in base alla presenza di recettori, sia
di tipo antropico (connessi all'uomo), che biotico (consessi alle specie
animali e vegetali), al verificarsi di azioni di protesta da parte della
popolazione sotto forma di lamentele o di azioni di pressione da parte delle
autorità realizzate attraverso frequenti ispezioni.
Il secondo passo è l'analisi delle attività, prodotti
e servizi svolti dall'impresa. Tale analisi comprende una descrizione
del sito produttivo anche con riferimento a situazioni di inquinamento e
contaminazione dovute ad attività passate.
L'azienda individua le attività che vengono svolte
all'interno del sito produttivo, tenendo conto anche delle attività svolte da
eventuali appaltatori e imprese di servizi.
Deve essere illustrato il processo produttivo e le fasi che
lo compongono. Per ogni fase va poi impostato un bilancio di flusso (di materia
e di energia) che tenda ad individuare i potenziali aspetti ambientali legati
alle singole fasi. La suddivisione delle attività in "fasi" deve
essere fatta in modo da permettere l’esame della fase stessa, ma anche
consentire una visione complessiva del processo.
Si può così costruire un bilancio globale del ciclo
produttivo ed ottenere un quadro generale degli aspetti ambientali legati alle
proprie attività.
L'identificazione degli aspetti ambientali viene
effettuata in base alle analisi svolte al momento della descrizione delle
attività, tenendo conto di condizioni operative normali ed anormali, di
possibili situazioni di emergenza e di incidenti. Inizialmente si individuano
le fasi e i punti in cui si originano i vari aspetti, per raccogliere poi i
dati e le informazioni necessarie alla quantificazione dell'aspetto; tutto ciò
al fine di ottenere un inventario in cui vi sia un quadro riassuntivo dei punti
di origine ed un bilancio di flusso dei vari aspetti. La raccolta dei dati si
può effettuare tramite liste di controllo, interviste, analisi documentali,
misurazioni, ispezioni dirette, risultati di audit precedenti ecc.
E’ necessario considerare le attività passate, presenti e
previste per il futuro. Deve essere inclusa anche l'identificazione
dell'esposizione al rischio correlato a imposizioni legali, regolamentari ed
economiche, che hanno effetto sull'impresa e l'identificazione degli impatti
sulla salute e sulla sicurezza e la valutazione del rischio ambientale.
L'identificazione degli aspetti ambientali legati alle
attività dell'azienda non si esaurisce con l’analisi ambientale iniziale, ma
rappresenta un "processo continuo che deve essere svolto e riesaminato
periodicamente" e che deve essere uno degli input decisionali nei riguardi
di successivi aggiornamenti e/o modifiche di impianto o di processo.
Il rispetto della legislazione ambientale è un requisito fondamentale per poter aderire ad EMAS. La legislazione in questo campo è complessa e disomogenea. E' quindi importante,