sottosegretariato specifico per le pmi, stanno preparando
una legge di incentivazione per il settore con l'obiettivo
preciso di stimolare la nascita di un milione di piccole e
medie imprese entro tempi brevi, questo perche' ritengono
che il loro sistema imprenditoriale sia 'sottocapitalizzato'
quanto a media impresa. In Italia di questo piano nessuno
sa nulla, noi stessi l'abbiamo scoperto in questi ultimi
giorni -rivale Radice- e sto avviando i contatti per avere
tutta a documentazione su questa 'via francese' alle pmi.
Leggere i primi materiali che ho ricevuto e' come prendere
una boccata d'ossigeno, basti pensare che vogliono ridurre
i costi burocratici di avvio di una piccola impresa a un
simbolico euro''. (segue)
PMI: RADICE, FRANCIA STUDIA INCENTIVI ITALIA NON FA
NULLA (2)
'HO CHIESTO INCONTRO A BERLUSCONI PER PARLARE DELLA FIAT'
(Adnkronos) - Se in Francia vogliono far aprire i
cancelli a un milione di piccole e medie imprese ''in
Italia sembra quasi che vogliano farli chiudere. Da noi il
problema e' di consentire il consolidamento delle pmi,
permettergli di mantenere ed aumentare la competitivita'.
Appena avremo studiato a fondo il progetto francese
proporremo al governo un suo 'adattamento' alla realta'
italiana'', annuncia Radice che tiene poi a smentire il
luogo comune delle pmi che devono crescere: ''l'obiettivo
non e' quello della 'crescita' delle piccole e medie
aziende. La dimensione non e' segno ne' di qualita' ne' di
competitivita' e le vicende della Fiat ne sono un triste
esempio. L'obiettivo e' di fare vivere in modo ottimale
alle pmi la loro dimensione rinsaldandone le
competitivita'''.
I sindacati affermano che per ogni posto di lavoro che
saltera' in Fiat verranno meno quattro posti nell'indotto,
la bufera sulla Fiat potrebbe pesare nelle stesse
proporzioni sul sistema delle piccole e medie imprese
italiane? ''In alcuni casi anche di piu' -risponde Radice-
basti pensare alle tante piccole imprese che, anche per
reggere con gli esigui margini che Fiat lascia al suo
indotto, si trovano ad avere il 99% del fatturato
realizzato verso la Fiat. Non c'e' settore, dal
metalmeccanico, al chimico, che non abbia la Fiat come
cliente. Martedi' prossimo ci riuniremo a Roma, in
Confapi, per esaminare a fondo l'impatto di questa vicenda
sule nostre realta' territoriali e di settore. Ho anche
scritto al presidente del Consiglio per evidenziare la
nostra situazione e chiedere di essere ascoltato. Sto
aspettando una risposta''. (segue)
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NULLA (3)
'RESPONSABILITA' DI CHI HA GUIDATO FIAT E DI CHI LI HA
SCELTI'
(Adnkronos) - ''Certo che nella vicenda Fiat non c'e'
di mezzo solo la congiuntura, ci sono anche le
responsabilita' di un management che ha perso la presa,
forte, della casa sul mercato delle piccole auto e, pur
avendo a disposizione marchi prestigiosi, non e' riuscito
a farsi forte negli altri segmenti del mercato. C'e' la
responsabilita' delle teste che hanno guidato la Fiat e di
chi le ha scelte, qualcosa la debbono pagare anche loro'',
sbotta Radice e ricorda che ''nelle piccole e medie
imprese il proprietario quando sbaglia paga di tasca
propria''.
''Spero che il Governo faccia quanto e' in suo potere
per aiutare la Fiat ma vincoli eventuali aiuti a un
impegno concreto anche della Fiat e spero soprattutto
-aggiunge il presidente della Confapi- che vi siano anche
degli aiuti per l'indotto della Fiat. I meccanismi tecnici
di intervento sono potenzialmente tanti certo qualsiasi
aiuto di sistema alle pmi e' utile''. (segue)
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NULLA (4)
'CONFINDUSTRIA NON CI AMA E POLITICI HANNO COMPLESSO
ROTARY'
(Adnkronos) - Aiuti vuol dire governo e sul fronte dei
rapporti fra imprese ed esecutivo Radice lamenta un
permanente 'strabismo' del secondo a favore delle grandi
imprese: ''Senza dubbio Confindustria ha avuto un rapporto
privilegiato con questo governo e questo governo ha avuto
un rapproto privilegiato con Confindustria -afferma
Radice- salvo poi l'incrinarsi delle relazioni quando sono
stati toccati interessi, con la Dit e la Super Dit,
prevalentemente della grande impresa. L'attenzione alle
Pmi da parte di Confindustria, condizionata dai suoi
grandi associati, e' essenzialmente ostile, da parte del
governo non mi sembra abbastanza''.
''Confindustria non ci ama, diamo fastidio, e gli
uomini politici sono afflitti da quello che chiamo
'effetto Rotary', guardano al grande club, sono
affascinati. E su questa strada che si finisce per
imbarcarsi nella battaglia sull'articolo 18 mentre i
problemi sono ben altri e ci si dimentica delle necessita'
delle piccole e medie imprese -accusa il presidente della
Confapi- che vengono lasciate da sole, basta pensare ai
costi energetici, per noi altissimi, o alle difficolta' di
accedere al credito. Tutti nodi che dobbiamo affrontare da
soli, come abbiamo fatto con i Consorzi Fidi che, offrendo
garanzie consortili, aiutano le imprese ad ottenere
prestiti bancari a condizioni accettabili''. (segue)
PMI: RADICE, FRANCIA STUDIA INCENTIVI ITALIA NON FA
NULLA (5)
'PARADOSSALE RAPPORTO CON LE BANCHE, SCIOGLIERE NODO
CREDITO'
(Adnkronos) - Il capitolo dei rapporti con le banche
strappa a Radice piu' di un sospiro: ''Capisco che gli
istituti bancari itaiani non abbiano la tradizione di
valutare il rischio e l'imprenditorialita' ma solo le
garanzie materiali e capisco anche che per andare in
un'altra direzione e' complesso e faticoso ma nei fatti
-afferma- i piccoli e medi imprenditori della Penisola si
trovano nella situazione paradossale di garantire in
proprio, con beni personali, il credito alle loro aziende
ma esponendo poi a bilancio debito contro fatturato
risultano agli occhi delle banche dei creditori rischiosi
e di conseguenza pagano il denaro piu' di quel che
dovrebbero''.
''Per carita', anche la nostra categoria sbaglia come
fa nel prediligere il debito a breve a quello a lungo
termine ma certo non e' aiutata a strutturare meglio la
sua richiesta di denaro fresco. Oggi poi -lamenta Radice-
sono completamente spariti quei direttori di filiali
locali che sanno analizzare un piccola realta'
imprenditoriale ed hanno la capacita', e il potere, di
scommettere su di essa. Negli scorsi anni tutti dicevano
che le pmi dovevano crescere, uscire dall'ambito 'familiare',
quotarsi. I mercati vanno come tutti sanno e non credo
proprio che l'obiettivo della quotazione sia attraente in
questo periodo, ne' credo che lo diverra' a breve. Quindi
il nodo del credito deve essere affrontato''. (segue)
PMI: RADICE, FRANCIA STUDIA INCENTIVI ITALIA NON FA
NULLA (6)
'BUROCRAZIA E INFRASTRUTTURE I DUE FRONTI SU CUI
INTERVENIRE'
(Adnkronos) - Quella del credito e' una nota dolente ma
per il presidente della Confapi i due fronti principali su
cui il governo deve intervenire sono rappresentati dalle
infrastrutture e dalla burocrazia: ''il ministro Lunardi
ha detto che la carenza di infrastrutture pesa sul sistema
Paese per 210mila mld di vecchie lire. C'e' ben poco da
aggiungere, solo che e' ovvio che queste carenze gravino
di piu' su chi ha volumi, dimensioni inferiori''.
Quanto alla burocrazia, ''si va da quella 'fiscale' che
non e' solo formale, di tempi, ma di sostanza, e frena, ad
esempio il pasaggio di mano delle aziende condannandone
tante ad estinguersi con i loro proprietari-fondatori, a
quella delle regole e regolette che rendono complesso
qualsiasi intervento. In finanziaria non si puo'
intervenire ma attraverso i collegati si puo' incidere in
questo campo'', esorta Radice ed apre il capitolo 'finanziaria',
sottolinenado anzitutto che ''la ricchezza prima di
distribuirla bisogna produrla'', ovvero ''bisogna mettere
chi e' in condizione di farlo di produrla''. (segue)
PMI: RADICE, FRANCIA STUDIA INCENTIVI ITALIA NON FA
NULLA (7)
'QUESTA FINANZIARIA MI SEMBRA UN PO' TROPPO POPULISTA'
(Adnkronos) - ''Questa Finanziaria mi sembra un po'
troppo populista: dare, attraverso sgravi, un po' di soldi
ai ceti piu' deboli nella speranza che questi li traducono
in consumi mi sembra illusorio. Non credo che un'anziano,
ad esempio, di questi tempi corra a spendere qualche soldo
in piu', piuttosto mette da parte temendo tempi peggiori.
Insomma e' come versare l'acqua sul terreno ma con il
rischio che questo non beva e che l'acqua scivoli fino
alle casse delle banche che mi sembrano gia' belle gonfie'',
attacca Radice.
''Quando venne l'11 settembre dissi che la crisi gia'
c'era e che quel dramma l'avrebbe solo accelerata,
accentuata. Gia'allora chi ha responsabilita' di governo
gia' da allora doveva pensare ad interventi strutturali
per superare questa fase ma il ministro Tremonti mi sembra
appassionato piu' del sistema tributario che dei grandi
problemi dell'economia e questo e' proprio un momento in
cui bisognerebbe essere maggiormente attenti ai secondi
che ai primi. E' bello -conclude il presidente della
Confapi- che chi ha fatto delle promesse elettorali agli
italiani voglia fare di tutto per mantenerle ma, lo
ripeto, la ricchezza prima di distribuirla bisogna
crearla''.
(Car/Gs/Adnkronos)
12-OTT-02 15:00
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